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Teheran: «Hormuz riaprirà quando gli USA cesseranno l'aggressione»
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17 ore fa
Sospeso il traffico nello stretto strategico, timori per mine e petrolio; nuovi attacchi in Libano e razzi di Hezbollah mettono a rischio il cessate il fuoco — TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
un'ora fa
Trump: «Voci di pedaggi dell'Iran su Hormuz, meglio non lo facciano»

 «Ci sono notizie secondo cui l'Iran starebbe imponendo dei pedaggi alle petroliere che transitano nello Stretto di Hormuz. È meglio che non lo facciano e, se lo stanno facendo, è meglio che smettano subito!». E' quanto scrive il presidente americano Donald Trump, in un post su Truth.

un'ora fa
«Razzi di Hezbollah dal Libano su Haifa»

Un piccolo numero di razzi è stato lanciato da Hezbollah dal Libano contro l'area di Haifa. Lo riporta il Times of Israel citando le Forze di Difesa Israeliane (Idf), che hanno fatto sapere che alcuni razzi sono stati intercettati, mentre altri sono stati lasciati cadere in aree aperte. Non si segnalano feriti.

3 ore fa
Israele riprende raid in Libano: «Nel mirino i siti di Hezbollah»

L'esercito israeliano ha annunciato in serata di aver iniziato a colpire i «siti di lancio» di Hezbollah in Libano, poco dopo che il primo ministro Benjamin Netanyahu aveva dichiarato di aver ordinato al suo governo di avviare colloqui con Beirut sul disarmo del movimento islamista.

Nel frattempo il capo di stato maggiore parlando alle truppe ha evocato un «colpo duro» inflitto alle milizie sciite.

3 ore fa
Khamenei: «L'Iran non cerca guerra, ma non rinuncerà a suoi diritti»

L'Iran non cerca la guerra, ma non rinuncerà ai suoi diritti. Lo afferma la Guida Suprema Mojtaba Khamenei in una dichiarazione letta dalla tv di Stato iraniana, secondo quanto riportano alcuni media.

Nel messaggio Khamenei, che non è ancora apparso in pubblico da quando è diventato la Guida Suprema del paese dopo la morte del padre all'inizio della guerra, afferma che il popolo iraniano è "la parte vincitrice" della guerra.

4 ore fa
«Il processo a Netanyahu riprende domenica»

«Se gli Stati Uniti volessero mandare in rovina la propria economia lasciando che Netanyahu distrugga la diplomazia, sarebbe in ultima analisi una loro scelta. Pensiamo che sarebbe una decisione stupida, ma siamo preparati a questa eventualità»: lo afferma su X il ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi.

Nel post, Araghchi ricorda anche che «il processo penale» che riguarda il premier israeliano per presunta corruzione in patria «riprende domenica», una volta annunciato un cessate al fuoco con l'Iran, e sostiene che «un cessate il fuoco a livello regionale, che comprenda il Libano, accelererebbe la sua incarcerazione».

4 ore fa
La prima petroliera non iraniana attraversa Hormuz dal cessate il fuoco

La prima petroliera non iraniana ha attraversato lo Stretto di Hormuz oggi, dopo l'annuncio del fragile cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti. È quanto emerge dai dati di MarineTraffic.

La Msg, una petroliera battente bandiera gaboniana, ha attraversato lo stretto oggi con a bordo circa 7.000 tonnellate di olio combustibile emiratino ed è diretta ad Aegis Pipavav, in India, secondo il servizio di monitoraggio marittimo.

Solo altre due petroliere, entrambe battenti bandiera iraniana, e sei navi portarinfuse hanno attraversato lo stretto da ieri, secondo Kpler, proprietaria di MarineTraffic.

In condizioni normali erano oltre 100 le navi che ogni giorno attraversavano lo Stretto di Hormuz, fra cui un numero significativo di petroliere.

5 ore fa
«Oltre 300 morti per gli attacchi israeliani di ieri»

Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che gli attacchi israeliani avvenuti ieri in tutto il Paese hanno causato la morte di oltre 300 persone e il ferimento di almeno 1'150.

Il ministero ha affermato che «gli attacchi aerei del nemico israeliano di ieri hanno provocato un bilancio preliminare di 303 martiri e 1'150 feriti», aggiungendo che il bilancio complessivo dall'inizio della guerra tra Israele e Hezbollah, sostenuto dall'Iran, il 2 marzo, è salito a 1'888 morti e 6'092 feriti.

Il Ministero ha avvertito che il bilancio delle vittime potrebbe aumentare ulteriormente, poiché le operazioni di ricerca sono ancora in corso, così come le analisi del Dna sui corpi trasferiti negli ospedali.

5 ore fa
Israele: «Nessun cessate il fuoco prima dei colloqui col Libano»

Non ci sarà alcun cessate il fuoco con Hezbollah prima dei colloqui con il Libano. Lo ha dichiarato un funzionario israeliano al Times of Israel. I colloqui inizieranno «nei prossimi giorni», ha confermato il funzionario, senza fornire ulteriori dettagli.

5 ore fa
Tredici militari american morti e almeno 381 feriti dall'inizio dell'Epic Fury

Tredici militari americani sono morti e almeno 381 sono rimasti feriti dall'inizio dell'Operazione Epic Fury, il 28 febbraio, avviata dagli Usa, insieme a Israele, contro l'Iran.

È l'ultimo bilancio diffuso dal Comando Centrale militare degli Stati Uniti (Centcom), che sovrintende alle forze in Medio Oriente.

5 ore fa
«Negoziati tra Israele e Libano la settimana prossima negli USA»

I negoziati diretti fra Israele e il Libano inizieranno la prossima settimana e il primo incontro si terrà al Dipartimento di Stato a Washington. Lo riporta il sito di notizie statunitense Axios citando una fonte israeliana, secondo la quale gli Stati Uniti saranno guidati dall'ambasciatore americano in Libano Michel Issa.

Israele sarà invece rappresentata dal suo ambasciatore negli Stati Uniti Yechiel Leiter, mentre il Libano dal suo ambasciatore a Washington Nada Hamadeh-Moawad.

5 ore fa
«Mojtaba Khamenei in piena salute e ha il controllo di tutto»

Il viceministro degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh ha dichiarato che la Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, «sta bene ed è in piena salute». Lo riporta Iran International.

Khatibzadeh ha inoltre aggiunto che il leader della Repubblica islamica «è presente nel suo ufficio e ha di fatto il controllo di tutto».

Khamenei non è mai apparso in pubblico dal raid che ha ucciso suo padre, il 28 febbraio, né da quando è stato nominato nuova Guida Suprema.

5 ore fa
Rutte: «Quasi tutti gli alleati stanno facendo ciò che gli USA chiedono»

«Ciò che vedo oggi guardando all'Europa è che gli alleati stanno fornendo un sostegno massiccio, mettendo a disposizione risorse logistiche e altre misure per garantire che le potenti forze armate statunitensi riescano a impedire all'Iran di dotarsi di armi nucleari e a ridurne la capacità di seminare il caos. Quasi senza eccezioni, gli alleati stanno facendo tutto ciò che gli Stati Uniti chiedono».

Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte al Ronald Reagan Presidential Foundation Institute citando gli sforzi di Londra per Hormuz. «Hanno ascoltato la richiesta del presidente Trump e stanno rispondendo».

«Il Regno Unito è alla guida di una coalizione di Paesi che stanno coordinando gli strumenti militari, politici ed economici necessari per garantire il libero transito attraverso lo Stretto di Hormuz: ciò testimonia un cambiamento di mentalità», ha sottolineato Rutte.

«Questa alleanza non sta affatto fingendo che tutto vada bene», ha sottolineato, ricordando la «franca conversazione» di ieri con Trump. «Gli alleati riconoscono, e anch'io riconosco, che stiamo attraversando un periodo di profondi cambiamenti nell'alleanza transatlantica».

«L'Europa - ha aggiunto - si sta assumendo una quota maggiore e più equa del compito di provvedere alla propria difesa convenzionale, e da questo punto non si potrà tornare indietro, né si dovrebbe. Si tratta di un passaggio da una malsana co-dipendenza a un'alleanza transatlantica fondata su un vero partenariato».

6 ore fa
Netanyahu: «Ho ordinato di aprire negoziati con il Libano»

«Alla luce dei ripetuti appelli del Libano ad avviare negoziati diretti con Israele, ieri durante la riunione del Consiglio dei Ministri ho dato la direttiva di avviare al più presto negoziati diretti con il Libano. I negoziati si concentreranno sul disarmo di Hezbollah e sull'instaurazione di relazioni pacifiche tra Israele e Libano. Israele apprezza l'appello odierno del Primo Ministro libanese sul disarmo di Beirut».

Lo comunica il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una nota.

7 ore fa
«Trump ha chiesto a Netanyahu di ridurre gli attacchi in Libano»

Donald Trump avrebbe chiesto al premier israeliano Benjamin Netanyahu di ridurre l'intensità degli attacchi israeliani in Libano al fine di contribuire a garantire il successo dei negoziati con l'Iran. Lo riferisce la NBC citando un funzionario dell'amministrazione Trump.

Israele ha accettato di «essere un partner collaborativo», ha messo in evidenza la tv americana.

7 ore fa
Beirut: «Dobbiamo avere un posto a tavolo negoziati di Islamabad»

Durante un'intervista alla BBC, la ministra degli affari sociali libanese, Haneen Sayed, ha dichiarato che è importante che Beirut abbia «un posto al tavolo» dei colloqui a Islambad per poter negoziare un accordo di cessate il fuoco.

Sayed ha affermato che, secondo l'interpretazione del paese, «il Libano era incluso nella tregua» e che è importante per il governo «negoziare su quale accordo di pace sia necessario».

La ministra ha concluso dicendo che presenterà una denuncia al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in merito alle «gravi violazioni» commesse durante i raid israeliani di mercoledì su Beirut.

7 ore fa
Mosca: «Il cessate il fuoco riguarda anche il Libano»

La Russia ritiene che gli accordi tra gli USA e l'Iran per il cessate il fuoco abbiano una dimensione regionale, e quindi si estendano anche al Libano. Lo afferma il ministero degli esteri di Mosca, citato da Interfax, riferendo di un colloquio telefonico tenuto oggi dal ministro degli esteri Serghei Lavrov con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi.

«Condanniamo fortemente l'attacco israeliano dell'8 aprile sul Libano, che ha portato a numerose vittime civili e alla estesa distruzione di infrastrutture civili», ha detto da parte sua la portavoce del ministero Maria Zakharova, citata dalla Tass.

7 ore fa
Corre il prezzo del petrolio, il WTI di nuovo sopra 100 dollari

Il prezzo del petrolio accelera la sua corsa di fronte alla fragile tregua tra Iran e USA. Il WTI americano guadagna il 7,4% portandosi a 101,4 dollari al barile. Vicino a quota 100 anche il Brent, che sale del 4,3% a 98,9 dollari.

7 ore fa
«La guerra in Iran lascerà cicatrici permanenti per l'economia»

La guerra in Iran lascerà «cicatrici permanenti sull'economia globale», anche se si dovesse raggiungere un accordo di pace duraturo in Medio Oriente. Parlando ad un evento del Fondo monetario internazionale (FMI), la direttrice generale Kristalina Georgieva ha detto che gli effetti della guerra fino ad oggi si tradurranno in una crescita globale più lenta nel 2026.

Se non fosse scoppiato il conflitto sei settimane fa, il Fondo «avrebbe rivisto al rialzo» le stime di crescita globale, «ma ora, anche il nostro scenario più ottimistico prevede una revisione al ribasso. Anche nel migliore dei casi, non ci sarà un ritorno netto e indolore allo status quo».

9 ore fa
Il Libano chiede colloqui diretti con Israele

Secondo i corrispondenti di al-Jazeera in Libano, il governo di Beirut avrebbe richiesto colloqui diretti con Israele all'indomani dei raid che hanno provocato almeno 200 morti e più di 1'000 feriti.

Nonostante il cessate il fuoco con l'Iran, le Forze di difesa israeliane (IDF) continuano la loro attività offensiva in Libano, scrive Channel 12. Cinque divisioni sono ancora operative nel Paese dei cedri meridionale, due delle quali impegnate anche in missioni difensive al confine settentrionale.

A mezzogiorno, i combattenti dell'IDF hanno iniziato ad accerchiare la città di Bint Jbeil, nel sud del Libano, dando la caccia ai terroristi che si sono rifugiati nella zona nel tentativo di nascondersi. Il Libano segnala numerosi attacchi nell'area, che potrebbero intensificarsi nei prossimi giorni.

Hezbollah afferma, scrive l'AFP, di aver ingaggiato uno scontro diretto, a distanza ravvicinata, con le forze israeliane nella città di Bint Jbeil, famosa per la violenta battaglia tra le due parti nel 2006.

Bint Jbeil, a cinque chilometri dal confine, riveste un significato simbolico per Hezbollah. È qui che il suo leader assassinato Hassan Nasrallah pronunciò un discorso storico nel 2000, in occasione del ritiro israeliano dal sud del Libano dopo due decenni di occupazione. I combattenti del gruppo respinsero con successo le forze israeliane nella guerra del 2006.

Intanto il portavoce in lingua araba dell'esercito israeliano, Avichay Adraee, ha avvertito i residenti dei sobborghi meridionali di Beirut, da tempo roccaforte di Hezbollah, di imminenti attacchi e li ha invitati a evacuare.

9 ore fa
Riapre la moschea al-Aqsa, 3 mila palestinesi in preghiera

Circa 3.000 fedeli palestinesi hanno potuto partecipare alla preghiera dell'alba nel complesso della moschea di al-Aqsa a Gerusalemme, quaranta giorni dopo la sua chiusura da parte delle autorità israeliane. Lo scrive l'agenzia palestinese Wafa.

Il Governatorato di Gerusalemme ha riferito che migliaia di fedeli sono riusciti a partecipare alla preghiera dell'alba nella moschea di al-Aqsa, nonostante le rigide misure di occupazione, che includevano il controllo dei documenti d'identità, il divieto di ingresso a diversi giovani, l'aggressione di alcuni fedeli ai cancelli e il tentativo di allontanarli dai cortili della moschea.

Il Governatorato ha anche segnalato che la polizia ha arrestato Munta Amara, un'attivista che prega regolarmente nella moschea, a uno dei cancelli di al-Aqsa poche ore dopo aver arrestato un altro giovane all'interno dei cortili della moschea. I soldati hanno anche aggredito diversi giovani e li hanno costretti ad abbandonare il complesso, in concomitanza con un raid dei coloni.

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