

Le forze armate statunitensi hanno colpito nella notte cinque città della provincia meridionale iraniana di Bushehr, affacciata sul Golfo Persico. Lo riferisce l'agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna, ripresa da Al Jazeera, citando un funzionario locale.
Secondo la ricostruzione, gli attacchi hanno interessato le città di Asaluyeh, Dir, Bushehr, Dashti e Tangestan, in una delle province strategicamente più rilevanti dell'Iran per la presenza di infrastrutture energetiche e della centrale nucleare di Bushehr.
La provincia era già stata ripetutamente presa di mira negli ultimi giorni nel contesto dell'escalation militare. Secondo le autorità iraniane, raid precedenti avrebbero distrutto infrastrutture civili, comprese aree situate nelle vicinanze della centrale nucleare di Bushehr. Non sono stati forniti al momento bilanci ufficiali su eventuali vittime o danni provocati dagli ultimi bombardamenti.
«La delegazione iraniana, guidata dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi e arrivata sabato a Muscat, ha discusso con i funzionari omaniti della necessità di un coordinamento tra i due Paesi sulle modalità di gestione del transito delle navi nello Stretto di Hormuz. Le due parti hanno concordato di proseguire i colloqui a livello politico e tecnico per raggiungere un'intesa volta a garantire la sicurezza della navigazione nella via d'acqua», ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei.
Secondo l'agenzia iraniana Irna, Baghaei ha inoltre confermato la presenza di una delegazione del Qatar ai colloqui di Muscat, «in qualità di uno dei Paesi della regione che ha svolto un ruolo di mediazione tra Iran e Stati Uniti».
L'esercito giordano ha dichiarato che tre missili iraniani sono caduti sul territorio del regno all'alba, nel contesto delle rinnovate ostilità tra Iran e Stati Uniti. «Tre missili lanciati dal territorio iraniano sono caduti all'alba in diverse località del regno, senza causare vittime. I danni si limitano a lievi perdite materiali», ha affermato una fonte militare citata in un comunicato dell'esercito.
Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione per la politica estera e la sicurezza nazionale del Parlamento iraniano, ha scritto in un post su X: «Abbiamo preso il controllo dello Stretto di Hormuz con la forza e lo conserveremo con la forza». Lo riporta Al Jazeera.
«L'era degli accordi unilaterali è finita. Ve l'avevamo detto: mantenete la parola o ne pagherete le conseguenze. La realtà bussa alla porta», ha affermato il presidente del Parlamento e capo negoziatore nei colloqui tra Iran e Stati Uniti, Mohammad Bagher Ghalibaf, rivolgendosi agli Stati Uniti, dopo il recente scambio di attacchi tra le due parti.
Riferendosi al protocollo d'intesa firmato tra i due Paesi, Ghalibaf ha aggiunto: «Punto 5, alla firma del presente protocollo d'intesa, l'Iran adotterà tutte le misure necessarie, facendo del proprio meglio, per garantire il passaggio sicuro delle navi mercantili a titolo gratuito per soli 60 giorni, dal Golfo Persico al Mare di Oman e viceversa».
Il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche ha annunciato stamattina di aver colpito una seconda nave nello Stretto di Hormuz, dopo i precedenti attacchi a una nave portacontainer che hanno provocato rappresaglie da parte degli Stati Uniti.
Teheran ha colpito «una seconda imbarcazione che violava le normative nello Stretto», si legge in un comunicato diffuso dalla televisione di Stato e dall'agenzia di stampa Irna. I pasdaran aggiungono di aver anche attaccato con missili una base statunitense in Qatar.
Le forze armate Usa hanno dichiarato di aver colpito stanotte almeno 140 obiettivi in Iran, in rappresaglia per un attacco di Teheran contro una nave mercantile nello Stretto di Hormuz.
«Le forze statunitensi hanno colpito circa 140 obiettivi militari iraniani con munizioni di precisione lanciate da aerei da combattimento terrestri e navali, droni e navi militari», ha affermato il Comando centrale (Centcom) degli Stati Uniti in una dichiarazione. Tra gli obiettivi colpiti figurano siti missilistici e di droni, depositi di munizioni, strutture navali, reti di comunicazione e postazioni di sorveglianza costiera
Gli Emirati Arabi Uniti hanno subito un attacco missilistico iraniano, il Bahrein ha attivato le sirene antiaeree e in Qatar sono state udite esplosioni a Doha. Lo rendono noto le autorità locali, dopo i raid aerei statunitensi di questa notte contro l'Iran seguiti all'attacco delle forze di Teheran contro una nave nello Stretto di Hormuz.
Gli attacchi americani in Iran hanno puntato a radar di sorveglianza aerea, depositi di missili e droni, siti di lancio di missili e droni, radar di sorveglianza di superficie e lanciatori di missili terra-aria. Lo riporta Axios.
L'equipaggio della nave portacontainer su cui si è sviluppato un incendio dopo che è stata colpita dalle forze iraniane nello Stretto di Hormuz ha abbandonato l'imbarcazione in fiamme, ha annunciato l'agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto.
L'attacco - rende noto l'Ukmto - è avvenuto circa 17 km a est della penisola di Musandam, appartenente al sultanato dell'Oman, e ha provocato un incendio a bordo. «L'equipaggio ha abbandonato la nave e si è imbarcato su una scialuppa di salvataggio», ha dichiarato l'agenzia. (ANSA-AFP).
La Marina delle Guardie rivoluzionarie iraniane ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz fino a nuovo avviso, riporta l'agenzia di stampa turca Anadolu. Subito prima della chiusura, è stato esploso un colpo di avvertimento contro un'imbarcazione che tentava di attraversare lo stretto seguendo una rotta non autorizzata, riporta Cnn citando i media iraniani.
La nave è stata colpita e ha riportato gravi danni, riporta il sito di notizie Axios, citando fonti americane. L'equipaggio della nave portacontainer su cui si è sviluppato un incendio dopo che è stata colpita dalle forze iraniane nello Stretto di Hormuz ha abbandonato l'imbarcazione in fiamme, ha annunciato l'agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto. L'attacco - rende noto l'Ukmto - è avvenuto circa 17 km a est della penisola di Musandam, appartenente al sultanato dell'Oman, e ha provocato un incendio a bordo. «L'equipaggio ha abbandonato la nave e si è imbarcato su una scialuppa di salvataggio», ha dichiarato l'agenzia.
Le forze americane hanno lanciato «la terza serie di attacchi della settimana contro l'Iran, in risposta all'aperta aggressione da parte del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica contro la M/V GFS Galaxy, una nave portacontainer battente bandiera cipriota in transito nello Stretto di Hormuz». Lo afferma il Centcom, sottolineando che un membro civile dell'equipaggio risulta disperso e l'imbarcazione non è in grado di proseguire il viaggio a causa di un incendio a bordo e di gravi danni alla sala macchine.
«All'Iran era stata offerta un'ulteriore opportunità di dimostrare il rispetto del Memorandum d'Intesa, dopo essere stato ritenuto responsabile di precedenti attacchi a navi commerciali, ma non lo ha nuovamente fatto», afferma il Centcom precisando che i raid sono stati lanciati su ordine del commander-in-chief. «In risposta, gli Stati Uniti stanno imponendo un prezzo elevato, continuando a compromettere la capacità dell'Iran di attaccare i marittimi civili e le navi commerciali in transito libero nello stretto», ha messo in evidenza il Centcom.
«L'Iran ha fatto una scelta sbagliata. Ora ne paga le conseguenze». Lo afferma su X il capo del Pentagono, Pete Hegseth, allegando al suo messaggio il post dello Us Centcom che annunciava il lancio di nuovi attacchi americani all'Iran.

