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Estero
Tartaglia: "Era lì, ho tirato"
Redazione
17 anni fa
Il premieri italiano Silvio Berlusconi resta in ospedale e dichiara: "Non capisco perché mi odino così"

Non ha dato alcuna giustificazione vera e propria ma ha reso una piena confessione Massimo Tartaglia, l'uomo che ieri ha colpito Silvio Berlusconi con un souvenir al volto e che è stato arrestato con l'accusa di lesioni pluriaggravate dalla premeditazione e dalla qualifica di pubblico ufficiale della parte offesa. Tartaglia - che da dieci anni è seguito da uno psicologo a causa di problemi mentali - nel suo racconto ha spiegato che era andato in Piazza Duomo per assistere al comizio del premier e che se ne era andato quando Berlusconi era sul palco in quanto dissentiva da quello che stava dicendo.Stava raggiungendo la metropolitana quando ha visto la macchina del presidente del Consiglio parcheggiata, ma soprattutto ha sentito le grida di alcuni contestatori che hanno attratto la sua attenzione, così si è infilato in una strada laterale per tornare indietro e si è trovato davanti Berlusconi a cui ha lanciato il souvenir che aveva comprato poco prima su una bancarella. Tartaglia non ha spiegato i motivi del suo gesto e ieri mentre veniva interrogato in Questura appariva molto frastornato. "Era lì, ho tirato", ha dichiarato. L'uomo è stato trasferito a San Vittore.Berlusconi resta in ospedaleResta in ospedale Silvio Berlusconi, ricoverato da ieri dopo essere stato ferito al volto a conclusione della manifestazione del Pdl in Piazza Duomo a Milano. "Ci riserviamo di valutare domani, sicuramente non verrà dimesso nella giornata di oggi". Lo ha detto il primario del San Raffaele Alberto Zangrillo che ha letto il bollettino medico e poi ha risposto ad alcune domande dei giornalisti. Intanto si è appreso che l'aggressore del premier italiano aveva nascosto in una piccola borsa uno spuntone di plexiglas lungo 20 centimetri, un grosso accendino da tavolo, un crocifisso di 30 centimetri e un soprammobile di quarzo del peso di diversi etti prima di andare in Piazza Duomo. L'uomo è accusato di aver premeditato il suo gesto perché due di questi oggetti (l'accendino e lo spuntone di plexiglas) erano stati prelevati dalla propria abitazione, hanno spiegato gli inquirenti. Schifani: "Lo fa soffrire l'odio politico" ''Al di là del dolore fisico, lo fa soffrire l'odio politico che si è trasformato in aggressione''. Il presidente del Senato, Renato Schifani, descrive così il premier Berlusconi dopo una nottata di ricovero all'ospedale San Raffaele in seguito all'aggressione subita ieri in Piazza del Duomo. ''Quello che traspare - ha aggiunt Schifani - è il dolore interno di un uomo che non comprende il perché di questo odio''. "Silvio mi ha detto: 'Non capisco perché mi odiano'" "Mi ha detto: 'Non capisco perché mi odino così". Questo ha invece riferito Don Verzé, dopo aver incontrato Silvio Berlusconi.

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