
Kamikaze talebani hanno seminato morte e distruzione oggi con attentati a Kabul, in Afghanistan, e a Lahore, in Pakistan, in cui sono rimaste uccise oltre 60 persone ed altre 100 hanno riportato ferite. Vittime che, secondo le autorità, sarebbero quasi tutte civili. Il primo attacco, ed anche il più cruento, è avvenuto dopo l'alba quando un attentatore suicida ha fatto esplodere il suo veicolo in una zona di massima sicurezza ad ovest della capitale afghana, non lontano dalla residenza del vice premier del governo di Unità nazionale, Muhammad Mohaqiq. Nella rivendicazione, il portavoce dei talebani dell'Emirato islamico dell'Afghanistan, Zabihullah Mujahid, ha parlato della "uccisione di decine di membri dei servizi di intelligence" della Nds afghana. Ma è poi emerso che molti dei 36 morti e dei 50 feriti erano invece dipendenti del ministero del Petrolio e delle Miniere, e studenti dell'università privata Zawul. Nel pomeriggio a Lahore, capoluogo della provincia pachistana di Punjab, un motociclista ha attivato la carica esplosiva che trasportava vicino ad un convoglio della polizia uccidendo 26 persone, fra cui nove agenti, e ferendone altre 58. La tv locale ha sottolineato che l'esplosione è avvenuta a poca distanza dall'ufficio del governatore del Punjab, Shahbaz Sharif. Anche qui è giunta rapida la rivendicazione dei talebani del Tehrek-e-Taliban Pakistan (Ttp). Il loro portavoce,ha indicato che "l'attentatore suicida Fida Hussain Swati ha provocato la morte di decine di agenti di polizia". Il messaggio conclude: "continueremo simili azioni fino alla introduzione della Sharia (Legge islamica) nel nostro Paese".
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