
Un terremoto politico si è verificato oggi a Taiwan, dove l' opposizione ha vinto cinque delle poltrone di sindaco in palio nelle elezioni amministrative. Nella capitale, Taipei, la vittoria è andata al dottor Ko Wen-jie, un candidato indipendente che ha sconfitto quelli dei due principali partiti dell'isola. I risultati delle amministrative, che hanno visto andare alle urne 18 milioni di elettori per scegliere undicimila amministratori locali di tutti i livelli, aprono nuove prospettive alla situazione politica nell'isola, che è di fatto indipendente dal 1949, ma che la Cina continua a considerare una sua "provincia" che prima o poi deve essere riportata all'ordine e "ricongiunta" alla madrepatria. La consultazione popolare viene a meno di due anni dalle prossime elezioni presidenziali e pochi mesi dopo l' apparire del "movimento dei girasoli", un movimento di studenti e che ha portato alla luce l'esistenza di una "identità taiwanese" distinta da quella "cinese" all'interno delle giovani generazioni. Il primo risultato del terremoto sono state le dimissioni del premier Jiang Yi-hua, che ha preso atto della sconfitta subita dal suo partito, il Kuomintang, nelle amministrative. Secondo i dati ufficiali il principale partito di opposizione, il Partito Democratico Progressista (Dpp), ha conquistato cinque dei sei posti di sindaco in palio. La vittoria del Dpp e quello di Ko Wen-jie a Taipei rappresentano uno smacco per il presidente Ma Ying-jeu, del Kuomintang, che in sei anni al potere ha promosso il riavvicinamento tra l'isola e Pechino. Oggi gli elettori hanno bocciato con chiarezza questa politica che, secondo i gruppi di opposizione, ha favorito solo un piccolo gruppo di imprenditori e finanzieri ma che non ha portato alcun vantaggio alla maggioranza dei cittadini.
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