
L'ex presidente di Taiwan Chen Shui-bian, 58 anni, è stato condannato all'ergastolo nel suo Paese per corruzione. Chen, presidente per due mandati fra il 2000 e il 2008, eletto sulla base di un programma che rivendicava l'indipendenza dell'isola dalla Cina, è stato riconosciuto colpevole di appropriazione indebita, corruzione (per aver preso delle tangenti) e di riciclaggio di denaro. Incriminato lo scorso 12 dicembre, era accusato, fra l'altro, di essersi appropriato di 104 milioni di dollari taiwanesi (2,1 milioni di euro circa) da un fondo speciale presidenziale e di aver accettato alcune tangenti per totali 11,7 milioni di dollari (circa 8 milioni di euro). Fuori dal tribunale si è radunata una folla di sostenitori per protestare. Chen aveva dichiarato che le accuse avevano natura "politica" e che sarebbe ricorso in appello se condannato. La sentenza odierna del tribunale distrettuale di Taipei conclude uno scandalo clamoroso durato quasi tre anni e nel quale sono stati coinvolti anche la moglie di Chen, diversi altri membri della sua famiglia e collaboratori. Chen, indebolito dallo scandalo, si ritirò nel maggio dello scorso anno dopo l'elezione del suo successore Ma Yingjeou, e fu posto in detenzione l'11 novembre scorso. ATS
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