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Estero
TAF: escluso dall'esercito per aver guidato ubriaco più volte
Redazione
13 anni fa

Commettere infrazioni al codice stradale nella vita civile può portare a un'esclusione dall'esercito. Ne ha fatto l'esperienza un appuntato capo condannato tre volte per aver guidato con un'alcolemia eccessiva. Il suo ricorso al Tribunale amministrativo federale (TAF) è stato respinto. L'uomo era stato "pizzicato" a tre riprese tra il 2008 e il 2012 per guida in stato di ebbrezza. Per due volte, il suo tasso alcolico superava il 2 per mille. Nell'ultimo caso è stato fermato per guida sotto l'influsso di alcool e stupefacenti e poi condannato a una pena pecuniaria con la condizionale di 180 aliquote giornaliere. La scorsa estate, lo Stato maggiore di condotta dell'esercito ha ritenuto intollerabile il comportamento nella vita civile del milite e l'ha escluso dall'esercito. Il TAF ha ora confermato questa decisione respingendo il ricorso dell'interessato. Per l'appuntato capo, numerosi altri militari dovrebbero verosimilmente essere allontanati dall'esercito se fatti di questa natura fossero sistematicamente sanzionati in modo altrettanto severo. Il ricorrente non è però riuscito a convincere i giudici, nemmeno quando ha ricordato di aver sempre osservato un comportamento positivo nei confronti dell'esercito, di non aver mai mancato alcun tiro obbligatorio e, anzi, di averli effettuati con successo. Secondo il TAF, le esclusioni dall'esercito non sono così rare come pensa il ricorrente. Nel 2012, sono stati presi 561 provvedimenti di questo genere. Ogni caso è esaminato singolarmente. Tuttavia, per le pene detentive di più di sei mesi o per quelle pecuniarie di più di 180 aliquote giornaliere, di regola lo Stato maggiore di condotta provvede all'allontanamento dall'esercito. Il fatto che la pena sia pronunciata con la condizionale, con la condizionale parziale o senza condizionale non gioca alcun ruolo. Pur ammettendo che la guida in stato di ebrietà sia un'infrazione assai corrente al codice stradale, per i giudici di San Gallo si tratta comunque di un reato grave. Anche la questione dell'esempio che l'appuntato dovrebbe dare ai suoi subordinati ha influito sulla decisione del TAF. La sua esclusione dal militare è sì dura, ma ne va dell'immagine e della credibilità dell'esercito, rilevano i giudici. ATS

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