
Il Tribunale amministrativo federale (TAF) si oppone al rimpatrio dei candidati all'asilo bocciati afghani. Un'eccezione può essere fatta per Kabul. La situazione in fatto di sicurezza non ha cessato di degradarsi nell'insieme del paese asiatico negli ultimi anni a causa della guerra, anche nei centri urbani, constata il TAF in una sentenza pubblicata oggi, in cui aggiorna la valutazione su cui si fondava dal 2006. Sul piano umanitario, aggiunge, le condizioni sono gravi nelle zone rurali, un po' meno nelle città. L'assistenza medica non è sempre garantita. A Kabul c'è invece meno preoccupazione per quanto riguarda la sicurezza e anche dal punto di vista umanitario, ritiene il TAF. Il ritorno di un profugo nella capitale è dunque a suo avviso ammissibile in certi casi, in particolare quando dispone di una rete sociale e gode di buona salute. La sentenza dei giudici bernesi lascia aperta la questione riguardo alle città di Herat e Mazar-i-Sharif. ATS
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