
Simonetta Sommaruga, nel corso della sua prima visita a Bruxelles, ha affrontato con i ministri degli interni UE il tema dell'iniziativa UDC per l'espulsione degli stranieri. Secondo la ministra della giustizia si è trattato soprattutto di chiarimenti. Alcuni ministri europei hanno infatti voluto sapere di cosa trattasse l'iniziativa esattamente. "Gli ho spiegato i problemi dell'iniziativa e anche il controprogetto del governo", ha detto la Sommaruga davanti ai media svizzeri al termine dell'incontro. "In fin dei conti si è trattato anche di mostrare come funziona la democrazia svizzera". La consigliera federale non ha tuttavia percepito alcun tipo di pressione da parte dell'EU. La Sommaruga ha incontrato in totale una decina di ministri degli interni: "questi contatti sono importanti per collaborazioni future", ha dichiarato. La ministra ha parlato del tema anche con il Commissario Eu degli affari interni, Cecilia Malmström: "Il Commissario era già al corrente dell'iniziativa", ha affermato. Su una domanda in proposito nel corso di una conferenza stampa la Malmström non ha tuttavia voluto prendere posizione. L'iniziativa UDC interessa all'Unione europea soprattutto dal punto di vista degli automatismi con la libera circolazione delle persone. La Commissaria europea per la giustizia, Viviane Reding, si era già in passato dichiarata convinta "che il governo svizzero farà quanto necessario per difendere i diritti dei cittadini europei". La Sommaruga ha da parte sua detto che in caso di approvazione dell'iniziativa ci sarebbero "alcune cose da chiarire". La Consigliera federale ha preso parte al comitato misto di Schengen che si tiene sempre a margine del Consiglio dei ministri UE: "È importante, quali membri Schengen, partecipare al comitato e alle discussioni". In questo modo la Svizzera può dire la sua, anche se non ha diritto di voto. Riguardo alla decisione dell'abolizione dei visti per Bosnia-Erzegovina e Albania, la Sommaruga ha detto che suggerirà al Consiglio federale di seguire la proposta europea. La Svizzera ha già preso decisioni simili lo scorso dicembre riguardo a Serbia, Montenegro e Macedonia. I ministri hanno anche discusso del potenziamento di FRONTEX, l'Agenzia europea per la cooperazione operativa alle frontiere esterne. Si prevedono strumenti e competenze supplementari che consentiranno di sostenere con maggiore efficienza gli Stati membri a coordinare e gestire i loro controlli di polizia. In seguito alla conclusione di una convenzione tecnica, anche la Svizzera potrà partecipare a interventi comuni. ATS
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