
Svizzera e Unione europea (UE) non sono ancora riuscite a trovare un'intesa sull'estensione della libera circolazione delle persone ai lavoratori romeni e bulgari. Pomo della discordia è la durata della "clausola di salvaguardia". La clausola consente di reintrodurre limitazioni sul mercato del lavoro (contingenti) nel caso di una eccessiva immigrazione. Per i cittadini dei due paesi in questione essa deve valere oltre il 2017, ha detto oggi a Bruxelles Dieter Grossen, vicecapo dell'Ufficio federale della migrazione (UFM) e capo della delegazione elvetica che conduce le trattative con l'UE. Al termine di un incontro negoziale, Grossen si è detto nondimeno ottimista: alla prossima seduta del 12 dicembre a suo avviso una soluzione sarà trovata. Da parte sua l'UE preme per un trattamento uguale a quello riservato ai Paesi entrati nell'Unione con l'ultima estensione e dunque per una clausola di salvaguardia che scada nel 2017. ATS
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