
La Commissione europea considera la possibilità di rinegoziare l'accordo antifrode concluso con la Svizzera: l'esecutivo UE lo ha fatto sapere oggi, nell'ambito di una riunione dei diplomatici del "gruppo AELS", che si occupa dei rapporti con i paesi dell'Associazione europea di libero scambio, tra cui la Svizzera. "La Commissione preconizza un aggiornamento dell'accordo", con l'obiettivo di estenderne il campo di applicazione alla fiscalità diretta e di integrare nel testo gli "standard dell'OCSE" in fatto di scambi di informazioni tra amministrazioni fiscali, standard che la Svizzera si è impegnata ad applicare, ha indicato questa sera all'ATS una fonte europea dopo l'incontro. La riunione aveva lo scopo di evocare le possibili conseguenze sugli accordi esistenti e futuri tra l'UE e i paesi che hanno recentemente annunciato un allentamento del segreto bancario. "Si è trattato di uno scambio di vedute", ha precisato la fonte. Discussioni "più spinte" sono in programma in occasione dell'Ecofin del 5 maggio, che riunirà i ministri delle finanze e dell'economia dell'unione europea. La Svizzera e l'UE hanno firmato l'accordo antifrode nel 2004. La procedura di ratifica dev'essere condotta dai 27 stati dell'Unione. Attualmente, il testo è applicato a titolo provvisorio con i paesi che già lo hanno ratificato. Il trattato contiene disposizioni relative all'assistenza giudiziaria e amministrativa al fine di proteggere gli interessi finanziari dell'UE e della Svizzera. Il testo si applica alle imposte indirette (IVA e dazi doganali). Le imposte dirette sono per contro escluse, essendo in parte coperte dall'accordo sulla fiscalità del risparmio e dai trattati di doppia imposizione firmati da Berna con i singoli paesi. Secondo la fonte europea, la Commissione si ispira ai negoziati in corso tra l'UE e il Liechtenstein relative a un accordo antifrode che riguarderà la fiscalità diretta e indiretta. Dopo la sua recente riunione speciale sul segreto bancario e un suo allentamento, il Consiglio federale aveva indicato di non voler disdire l'accordo sulla fiscalità del risparmio né creare un collegamento tra questo trattato e quello sulla frode. ATS
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