
Pascal Couchepin tenta di sdrammatizzare la vicenda Gheddafi. In occasione della sua escursione a Zimmerwald (BE), il consigliere federale ha difeso il collega di partito Hans-Rudolf Merz e evocato un calo della tensione nella crisi. In un momento in cui tutta l'attenzione è rivolta al presidente della Confederazione e ai tempi di liberazione dei due cittadini svizzeri trattenuti a Tripoli, il capo del Dipartimento federale dell'interno (DFI) ha avuto toni rassicuranti quanto al futuro politico di Merz. "Se il presidente ha assicurato che avrebbe perso la faccia, tocca al Consiglio federale farlo tornare sui suoi passi". Quanto all'atteggiamento che la Svizzera dovrebbe assumere nella vicenda, il direttore del DFI ha osservato che la "Libia ha il regime che conosciamo". "Quanto avviene ai nostri compatrioti è molto sgradevole, ma non affatto drammatico", ha detto, aggiungendo che bisogna aiutarli. Quanto al fatto che Tripoli non abbia rispettato il calendario fissato dall'accordo firmato a Tripoli da Merz e dal primo ministro libico e non abbia designato il "suo" giudice del tribunale arbitrale (chiamato a giudicare le legittimità e modalità dell'arresto di un figlio del colonnello libico Muammar Gheddafi a Ginevra nel luglio del 2008), Couchepin ha detto di essere curioso di ottenere le spiegazioni. ATS
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