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Svizzera-Germania: Steinbrück si mostra conciliante con delegazione
Redazione
17 anni fa

Svizzera-Germania: Steinbrück si mostra conciliante con delegazione Il ministro delle finanze tedesco si è mostrato conciliante durante un incontro tenutosi oggi a Berlino con una delegazione parlamentare elvetica. Dopo le frecciate lanciate contro la Svizzera, accusata di favorire l'evasione fiscale, Peer Steinbrück ha promesso una tregua, almeno sul piano retorico. La visita a Berlino ha permesso di appianare le tensioni scaturite dalla vertenza fiscale, ha detto al termine dell'incontro il consigliere agli Stati Maximilian Reimann (UDC/AG), presiedente della delegazione parlamentare responsabile delle relazioni col Bundestag, la camera del popolo tedesca. A Berlino si sono recati anche la consigliera agli Stati Anita Fetz (PS/BS), il consigliere nazionale Hans Rudolf Gysin (PLR/BL) e il consigliere nazionale Geri Müller (Verdi/AG). I rapporti tra Svizzera e Germania potrebbero quindi normalizzarsi, dopo che negli scorsi mesi il ministro delle finanze tedesco aveva più volte attaccato la Confederazione, ricevendo a sua volta dure critiche dalla Svizzera. Steinbrück aveva definito gli svizzeri "indiani davanti alla cavalleria" per il modo con cui hanno accettato di piegarsi alle regole internazionali sullo scambio di informazioni fiscali, mentre il consigliere nazionale Thomas Müller (PPD/SG) aveva paragonato il ministro tedesco ai nazisti. Secondo Reimann, Steinbrück vuole ora rinegoziare al più presto l'accordo per evitare la doppia imposizione. Obiettivo: facilitare l'assistenza amministrativa in ambito fiscale sulla base degli standard internazionali. Non vi sarà però nessuno scambio automatico di informazioni - ha affermato Reimann - "e questo lo sa anche Steinbrück". Secondo un portavoce del Ministero tedesco delle finanze, l'incontro è stato "molto costruttivo e pragmatico" e ha permesso di chiarire i reciproci malintesi. Benché la delegazione elvetica non abbia chiesto scuse ufficiali, Steinbrück ha voluto precisare che il paragone con la cavalleria e gli indiani non era rivolto contro la Svizzera, ma contro i paradisi fiscali in generale. Inoltre ha puntualizzato che le divergenze non derivano dalla campagna elettorale tedesca in vista dello scrutinio di settembre, ma dalla volontà di combattere l'evasione e la frode fiscale. ATS

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