
Svizzera e Stati Uniti hanno parafato ieri a Washington una nuova Convenzione per evitare la doppia imposizione (CDI). Il testo è stato negoziato secondo i parametri decisi dal Consiglio federale nel rispetto delle regole fissate dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), indica oggi il Dipartimento federale delle finanze (DFF) in un comunicato. Stando al DFF, l'intesa tra Berna e Washington è di tipo "tecnico": deve ancora essere firmata dai rispettivi governi e parlamenti. Sotto pressione internazionale, il 13 marzo 2009 il Consiglio federale aveva deciso che la Svizzera avrebbe riveduto la collaborazione internazionale nelle questioni fiscali allentando il segreto bancario. L'esecutivo aveva annunciato di voler riprendere gli standard dell'OCSE in materia di assistenza amministrativa in ambito fiscale. Il modello di convenzione dell'OCSE rende possibile lo scambio di informazioni nel singolo caso su domanda concreta e motivata. Il governo aveva incaricato il DFF di avviare senza indugio negoziati ai fini della revisione della CDI anche con gli Stati Uniti. Le autorità fiscali svizzere e americane si sono incontrate per una prima tornata di negoziati dal 28 al 30 aprile 2009 a Berna. La seconda tornata di negoziati è stata avviata a Washington il 16 giugno 2009 ed è terminata dopo tre giorni con la parafatura del testo. Dopo Danimarca, Norvegia, Francia, Messico e un altro Paese non precisato, gli Stati Uniti sono il sesto Stato con il quale la Svizzera ha siglato una CDI con la clausola di assistenza amministrativa ampliata. Affinché la Svizzera sia radiata dalla "lista grigia" dei paradisi fiscali, Berna deve raggiungere un accordo con dodici Paesi. ATS
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