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Estero
Svizzera e UE militano per abolizione della pena capitale
Redazione
17 anni fa

Alla vigilia della giornata mondiale contro la pena di morte, che ricorre sabato, svizzeri e europei si associano per contrastarla. Se la tendenza va verso un mondo abolizionista, restano numerosi sforzi da fare, hanno sottolineato oggi a Berna. In occasione di una conferenza stampa, l'ambasciatore dell'Unione europea (UE) in Svizzera, Michael Reiterer, ha paragonato la pena di morte a un omicidio intenzionale perpetrato da parte dello Stato. Il diplomatico ha rilevato che in questo ambito l'Europa vive "una situazione privilegiata". La Bielorussia è il solo stato ad applicare la pena capitale il che la esclude d'ufficio dal Consiglio dell'Europa e dall'Unione europea (UE). L'assenza della pena capitale nella legislazione nazionale è "una delle condizioni per essere membro", ha sottolineato Reiterer. L'adozione nel dicembre 2008 da parte dell'Assemblea generale dell'ONU di una risoluzione che stabilisce una moratoria sulla pena di morte è stata promossa dall'UE. Berna ha collaborato "in modo molto stretto", ha indicato Ralf Heckner, del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Per Reiterer, se lo scopo dell'UE resta l'abolizione, è necessario in primo luogo mettere in atto la moratoria. "Dobbiamo restare realistici e esigere il rispetto delle norme minime". Un'esecuzione non deve essere uno spettacolo e i minori non devono essere giustiziati, ha sottolineato l'ambasciatore. Nel febbraio 2010 la Svizzera ospiterà a Ginevra il quarto congresso contro la pena di morte al quale sono attese oltre 1000 persone. ATS

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