
La Svizzera ha annunciato oggi di aver bloccato gli averi e i conti bancari di altri nove cittadini ucraini sospettati di sottrazione di fondi e violazione del diritto umanitario. L'ordinanza federale colpisce, tra gli altri, un figlio del destituito presidente ucraino Viktor Ianukovich, che si chiama pure Viktor e il figlio dell'ex premier Mykola Azarov, Oleksii. Sulla lista figurano Oleksandr Iakimenko, ex capo dei servizi di sicurezza ucraini, Artem Pchonka, figlio dell'ex procuratore generale ucraino, e due ex consiglieri di Ianukovich. Berna aveva già adottato un'identica misura a fine febbraio nei riguardi dello stesso Ianukovich, del figlio Alexander e di altre 18 persone, tra cui ministri, sindaci e governatori. L'ammontare degli averi bloccati non è stata divulgata. Se da futuri procedimenti penali dovesse risultare che gli averi sono effettivamente di provenienza illecita, dopo la condanna penale del presidente e del suo entourage potranno essere restituiti all'Ucraina, aveva detto il Consiglio federale. Le autorità elvetiche si sono dichiarate disponibili a collaborare strettamente con Kiev. Secondo l'agenzia di stampa AFP, Alexander Ianukovich, la cui sostanza è stimata in oltre 500 milioni di dollari, possiede a Ginevra la società Mako Trading, specializzata nella vendita di carbone ucraino.
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