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Estero
Svizzera-Cina: arrivo "schermato" per Wen Jiabao
Redazione
18 anni fa

Il primo ministro cinese Wen Jiabao è giunto a Berna e al suo arrivo non ha trovato attivisti tibetani, o perlomeno lui non li ha visti. Il convoglio di auto che portava l'illustre ospite si è infatti fermato davanti Palazzo federale schermato da una fila di veicoli di polizia, posteggiati in mezzo alla piazza, che ha impedito la visuale. In precedenza la polizia aveva operato dei fermi di persone che manifestavano pacificamente. Le forze dell'ordine sono intervenute per bloccare diverse persone che dimostravano al grido di "Tibet libero". La polizia ha indicato di aver fermato 21 persone, che sono state in seguito rilasciate. Secondo le forze dell'ordine i manifestanti non hanno lasciato la zona degli sbarramenti, sebbene fossero stati invitati più volte a farlo. Rischiano ora una denuncia per disobbedienza a decisioni dell'autorità. Gli agenti sono intervenuti per motivi di sicurezza, visto il potenziale pericolo per l'ospite straniero, viene precisato. La polizia era presente con un ingente spiegamento di forze che comprendeva anche militi provenienti da altri cantoni. Fra i fermati figura Loten Namling, noto esponente della comunità tibetana in Svizzera. Numerose persone che hanno apertamente fischiato l'intervento degli agenti. Memori degli incidenti avvenuti nel 1999 all'arrivo del presidente Jian Zeming le autorità federali avevano previsto severe misure di sicurezza. A Palazzo invece tutto è funzionato a dovere: la delegazione è stata accolta fra i sorrisi dal presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz e dai consiglieri federali Doris Leuthard, Pascal Couchepin e Micheline Calmy-Rey. La parti hanno poi avviato i colloqui incentrati su vari temi, fra cui le relazioni bilaterali e l'attuale situazione economica internazionale. ATS

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