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Estero
Svizzera-Cina: arrivo "schermato" per Wen Jiabao
Redazione
18 anni fa

Il primo ministro cinese Wen Jiabao non ha trovato attivisti tibetani ieri a Berna, o perlomeno lui non li ha visti. Il convoglio di auto che portava l'illustre ospite si è infatti fermato davanti Palazzo federale schermato da una fila di veicoli di polizia, posteggiati in mezzo alla piazza, che ha impedito la visuale. Le forze dell'ordine sono intervenute per bloccare alcune persone che dimostravano al grido di "Tibet libero". Ventun attivisti sono stati fermati sulla Piazza federale prima dell'arrivo di Wen Jiabao e rilasciati poco dopo. Secondo le forze dell'ordine i manifestanti non si sono allontanati dalla zona delle transenne malgrado i ripetuti inviti e ora rischiano una denuncia per disobbedienza a decisioni dell'autorità. Gli agenti sono intervenuti per motivi di sicurezza, visto il potenziale pericolo per l'ospite straniero, viene precisato. Memori degli incidenti avvenuti nel 1999 all'arrivo del presidente Jian Zeming le autorità federali avevano previsto severe misure di sicurezza. L'incontro odierno è la prima visita ufficiale ad altissimo livello dopo la visita di Stato del 1999. A Palazzo invece tutto è funzionato a dovere: la delegazione è stata accolta fra i sorrisi dal presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz e dai consiglieri federali Doris Leuthard, Pascal Couchepin e Micheline Calmy-Rey. Le discussioni hanno riguardato la situazione economica, la crisi finanziaria mondiale, il dialogo politico, i diritti umani e la cooperazione bilaterale nel settore della scienza e della tecnologia, precisa il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) in un comunicato diramato in serata. La Cina intende lavorare "gomito a gomito" con la Svizzera per affrontare la crisi finanziaria e rafforzare i legami bilaterali, ha dichiarato Wen Jiabao dopo l'incontro. "Pechino è pronta a collaborare con l'Europa e la Svizzera per restaurare la fiducia nei mercati internazionali." Le due delegazioni hanno convenuto di effettuare uno studio sulla fattibilità di un futuro accordo di libero scambio tra la Svizzera e la Cina prima dell'eventuale apertura di negoziati. "Salutiamo questa decisione", ha detto il presidente della Confederazione visibilmente soddisfatto. Il gruppo di lavoro misto istituito a questo scopo inizierà l'attività nella seconda parte dell'anno. Durante gli incontri è stato inoltre firmato un nuovo accordo bilaterale per la protezione degli investimenti, che sostituisce il testo del 1986. Gli investitori svizzeri potranno così beneficiare di una maggiore protezione giuridica sul mercato cinese. Un altro segno della volontà di rafforzare i legami economici, secondo Merz. Gli investimenti diretti svizzeri in Cina ammontano a circa 5 miliardi di franchi. Nella graduatoria dei principali investitori la Svizzera figura al 15esimo posto. Gli investimenti cinesi in Svizzera invece sono ancora relativamente modesti, precisa il DFAE. Durante le discussioni è stata abbordata anche la questione dei diritti umani. Cina e Svizzera hanno deciso di continuare il dialogo su questo tema in estate, ha detto Merz. La questione del Tibet invece non stata evocata. Dopo la visita di lavoro a Berna, la delegazione cinese, della quale fanno parte anche il ministro degli esteri, il ministro della Commissione statale per lo sviluppo e la riforma - l'organo guida dell'economia cinese - e il ministro del commercio, si recherà al Forum economico mondiale a Davos. ATS

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