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Estero
Svizzera chiede a Libia rispetto di libertà di espressione
Redazione
16 anni fa

Rispettare il diritto alla libertà di espressione, sopprimere la detenzione amministrativa e abolire la pena di morte. È quanto ha chiesto la Svizzera alla Libia. Il paese nordafricano ha presentato oggi all'ONU il suo rapporto nazionale davanti al consiglio dei diritti dell'uomo. Come i 192 Stati membri dell'ONU, la Libia si è sottoposta all'Esame Periodico Universale (EPU) in un dialogo di tre ore con gli altri paesi e le Organizzazioni non governative (Ong). I Paesi arabi e l'Iran hanno preso la difesa dei progressi fatti dal regime libico. L'ambasciatore della Svizzera all'ONU Dante Martinelli ha formulato alcune raccomandazioni. Ha auspicato che Tripoli abroghi "gli articoli che criminalizzano la libertà di espressione". L'ambasciatore ha inoltre rilevato che "centinaia di persone si trovano in detenzione amministrativa pur essendo state assolte o aver scontato la loro pena". Martinelli ha chiesto alla Libia la fine di questo regime di detenzione e delle "torture" che lo accompagnano. La Libia - ha proseguito - deve accettare la visita del gruppo di lavoro dell'ONU sulla detenzione arbitraria e permettergli libero accesso a tutti i luoghi di detenzione. L'ambasciatore elvetico ha infine chiesto che Tripoli instauri una moratoria sulle esecuzioni in vista dell'abolizione totale della pena di morte. Ha inoltre denunciato le punizioni corporali, come le amputazioni e flagellazioni e raccomandato di "abolirli nei fatti e nella legge". ATS

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