
Ogni giorno, nella regione sudanese del Darfur, mille persone sono costrette a lasciare le loro case, ha scritto il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon in una nota diffusa oggi al Palazzo di Vetro. Gli attacchi dei gruppi armati, spesso appoggiati dal governo del Sudan, "prendono di mira i civili, comprese donne e bambini - si legge nel documento - senza riuscire a vedere la fine" degli orrori. Ban afferma che dopo quattro anni da quando le Nazioni Unite, per la prima volta, iniziarono ad occuparsi dei massacri nella regione, la situazione rimane "orrenda, se non peggiore". Secondo il Palazzo di Vetro, soltanto quest'anno oltre 100 mila persone hanno dovuto lasciare le loro abitazioni per gli attacchi delle milizie. Le violenze complicano anche il dispiegamento della missione che l'Onu sta tentando di rendere operativa nella regione (Unamid). In un dettagliato rapporto tecnico trasmesso al Consiglio di Sicurezza, Ban auspica che vengano dispiegati al più presto i battaglioni egiziano ed etiope, ai quali seguiranno quello nepalese e tailandese. Ma "un'operazione di peacekeeping può essere efficace soltanto quando c'é una pace da mantenere", rileva il segretario generale, chiedendo a tutte le parti di non usare più le armi. Il Palazzo di Vetro, inoltre, non ha ancora trovato Paesi che possano fornire abbastanza elicotteri per le operazioni dell'Unamid. Il rapporto invita gli Stati membri a mettere a disposizione tutti i mezzi necessari. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

