
E' di 102 morti, tra cui 51 civili, 22 soldati e 23 guerriglieri, l'ultimo bilancio dell'attacco mosso ieri da diverse centinaia di guerriglieri dell'etnia Lou Nuer al villaggio di Duk Padiet nello stato di Jonglei, nel sud del Sudan. Lo ha reso noto un generale dell'Esercito di liberazione del Sud (l'ex milizia separatista Spla), Kuol Diem Kuol. "Non si è trattata di una disputa per il bestiame ma di un attacco contro le forze di sicurezza", ha riferito lo stesso generale, citato dal sito della Bbc. Quello di ieri è solo l'ultimo di una serie di scontri tribali che negli ultimi mesi hanno provocato oltre 2000 vittime nel sud del Paese. Per anni tribù rivali si sono affrontate, spesso per il possesso del bestiame, ma recentemente le violenze sono aumentate, soprattutto contro le donne e i bambini. Il sud del Sudan, a maggioranza cristiana, ha combattuto contro il nord musulmano in una guerra ventennale conclusasi nel 2005 con un bilancio di due milioni di vittime e un accordo di pace che concede al sud un governo semi-autonomo, un proprio esercito e un referendum per l'indipendenza previsto nel 2011. Secondo alcuni osservatori, le violenze sarebbero fomentate dai partiti del nord, insofferenti all'idea di un sud indipendente, visto che in quella parte del Paese si concentra la maggior parte delle riserve petrolifere del Sudan. I continui scontri, ha sottolineato l'Onu, rischiano di innescare una nuova guerra civile e di mettere in pericolo lo svolgimento delle prime elezioni multi-partitiche in Sudan da 20 anni, in programma per l'aprile del 2010. ATS
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