
Un nuovo governo sudanese, nel quale il partito del presidente Omar el-Bashir, il National Congress Party (NCP) mantiene più della metà dei ministeri è stato formato oggi, con una coalizione alla quale partecipano 14 partiti. Novità assoluta la partecipazione del Partito Unionista Democratico (Dup), capeggiato da Mohamed Osman al-Mirghani, per molti anni uno dei principali oppositori di Bashir. Le nuove nomine si sono rese necessarie in seguito ai nuovi equilibri politici determinatisi nel paese dopo la divisione del Sudan in due, con la costituzione del Sud Sudan dal 9 luglio scorso e l'ingresso nel governo del nuovo stato di ministri precedentemente in carica nell'esecutivo di Khartoum. Annunciato la notte scorsa, il governo è composto da 32 ministri e 35 ministri di stato (sottosegretari). I principali dicasteri - esteri, difesa, interno, affari presidenziali, finanze e giustizia - sono andati al partito di governo, che ne raccoglie in totale 17. Tra questi il delicato ministero del petrolio, che dovrà escogitare sistemi per recuperare le perdite di bilancio conseguenti alla separazione del Sud Sudan. In ottobre l'inflazione ha raggiunto il 19,8 per cento. Il ministero della sanità e del lavoro non sono stati ancora assegnati, perche" continuano i negoziati dell'Ncp con le altre forze politiche. Nel nuovo esecutivo sono entrati anche partiti come il wahabita Ansar al-Sunnah, il Movimento di Liberazione e Giustizia (ex ribelli del Darfur) e dissidenti da altri movimenti ribelli come il Movimento di Liberazione del Sudan (Slm) ed il Movimenti per la Liberazione del Popolo Sudanese-Nord (Splm-n). ATS
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