
La presa di Jacob Zuma sul Sudafrica si allenta e il presidente degli scandali vacilla al punto che il suo atteso "discorso sullo stato della nazione" previsto per questa settimana in parlamento è stato rinviato a data da destinarsi per timore di contestazioni. L'annuncio è stato dato dal portavoce dell'assemblea, Baleka Mbete, dichiaratamente sulla scorta delle "interruzioni, anarchia e caos" già createsi in aula durante passati discorsi di Zuma. Lo stesso ufficio del presidente ha ammesso di aver chiesto il rinvio "a causa di alcuni sviluppi" che minaccerebbero la sessione. Quella del rinvio del discorso "è una questione che, potenzialmente, può far precipitare il Sudafrica in un conflitto civile", ha avvertito un analista, Lloyd Msipa, fondatore e direttore dell'l' "Appri", think-tank basato a Londra. Zuma "è considerato un controverso presidente 'anatra zoppa'", ha ricordato Msipa, fondatore del "Africa Public Policy Research Institute", in dichiarazioni all'ANSA. Il partito socialista "Eff" (Economic Freedom fighter) guidato da Julius Malema ha ottenuto una data (il 22 febbraio) per dibattere in parlamento la mozione di sfiducia contro Zuma. Ma il congresso dell'Anc di dicembre "ha mancato di dare a Cyril Ramaphosa un margine ampio" nel controllo del partito di governo sudafricano, ha avvertito Msipa: questo significa che Zuma ha ancora "un considerevole sostegno nell'Anc", l'African national congress. La pericolosità della situazione è creata dal fatto che il Sudafrica ora "ha due centri di potere": "Zuma presso le sedi dei sindacati" e Ramaphosa alla "Luthuli House", il quartier generale dell'Anc a Johannesburg. Zuma, impopolare, è però sotto pressione soprattutto per "i 23 milioni di dollari di soldi dei contribuenti spesi per migliorare la sua casa di campagna a Nkandla".
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