
La Camera delle miniere del Sudafrica, in grave difficoltà per un'ondata di scioperi extrasindacali accompagnati da gravi violenze che non accenna a placarsi, ha accettato oggi di rivedere gli accordi salariali stipulati l'anno scorso per i settori dell'oro e e del carbone. Lo hanno reso noto stasera i media sudafricani. La decisione appare come una mano tesa al sindacato ufficiale di categoria Num, anch'esso messo in difficoltà e scavalcato dagli scioperi selvaggi che da agosto stanno paralizzando il principale settore produttivo del paese, e che nelle ultime settimane sembrano aver preso nuovo vigore. La richiesta di riaprire con un anno di anticipo i negoziati salariali sul contratto collettivo di settore era stata preannunciata ieri dal segretario generale della Cosatu, la potente confederazione sindacale principale alleato del governo dell'African National Congress (Anc), Zwelinzima Vavi. Dopo una giornata di negoziati, stasera, secondo il quotidiano online "Fin24", la Cosatu ha potuto cantare vittoria, annunciando ai suoi iscritti che la Camera delle Miniere si presenterà a un nuovo incontro martedì prossimo con una proposta dettagliata di aumenti salariali. Resta da vedere, ha scritto il giornale, se le offerte saranno tali da riportare la calma nelle miniere. La richiesta generalizzata di questi scioperi selvaggi punta a un aumento degli stipendi fino a 12'500 rand (poco meno di 1'400 franchi) al mese, che in molti casi rappresenta il triplo del salario attuale di un minatore non specializzato. Oggi altre migliaia di minatori sono scesi in sciopero senza preavviso nella miniera d'oro della Harmony Gold a Carletonville, a ovest di Johannesburg. ATS
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