
Il presidente del Sud Sudan, Salva Kiir ha lanciato un appello alla fine delle ostilità nel suo Paese dopo circa una settimana di aspri scontri fra le forze a lui fedeli (di etnia dinka) e quelle ribelli legate all'ex vicepresidente Riek Machar (di etnia nuer). "Gente innocente è stata orribilmente uccisa - ha detto Kiir secondo l'account Twitter del governo di Juba -. I massacri sono avvenuti in base all'affiliazione etnica e tutto ciò è inaccettabile". Il presidente sud sudanese ha poi aggiunto che "queste atrocità devono cessare da ora in poi". E malgrado l'appello dell'Unione africana ad un cessate il fuoco nel giorno di Natale, scontri sono esplosi oggi a Malakal capitale del maggiore Stato sud sudanese, produttore di petrolio, dell'Alto Nilo. Ad affermarlo è stato il ministro dell'Informazione Michael Makwei, smentendo le notizie secondo le quali i ribelli avevano conquistato questa città. Solo ieri il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha dato l'ok all'aumento fino a 5.500 caschi blu nel Paese africano.
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