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Estero
Stupro mortale bambina, condanna Modi e Guterres
Redazione
8 anni fa

Il primo ministro indiano Narendra Modi ha rotto oggi il silenzio sull'orrendo crimine commesso in gennaio a Kathua, nello Stato di Jammu & Kashmir, ai danni di Asifa. La bambina di otto anni di una tribù nomade è stata stuprata e uccisa da un branco di persone - agenti di polizia, religiosi indù e avvocati - che è riuscito a bloccare per mesi il lavoro della giustizia, provocando però ora una rivolta sociale. Riferendosi a questo stupro, e ad un altro avvenuto ai danni di una ragazza di 17 anni in Uttar Pradesh per il quale è stato arrestato un membro del Parlamento locale, Modi ha parlato di vicende "vergognose", che danno "un segnale negativo a qualsiasi Paese civile". "Proviamo vergogna - ha concluso - come società e come Nazione". Da parte sua il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha reso noto attraverso il suo portavoce di avere letto resoconti su "questo abominevole caso" dello stupro ed assassinio di "una bambina della comunità nomade Bakerwal". "Spero davvero - ha concluso - che le autorità presentino gli autori alla giustizia affinché possano essere giudicati per l'uccisione di questa ragazzina".

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