
Il tribunale di Dubai pronuncerà il 12 dicembre la sentenza del processo contro due uomini accusati di aver violentato in luglio un giovane di 15 anni, di nazionalità svizzera e francese. L'accusa ha chiesto la pena massima, ciò che potrebbe significare la condanna a morte. Nel corso di una nuova udienza, gli avvocati della difesa hanno affermato che le accuse contro i due cittadini degli Emirati, di cui uno è risultato positivo al test dell'HIV, si basano su "dichiarazioni false". Essi hanno assicurato che si è trattato di un rapporto sessuale "consenziente e non imposto". Il processo contro i due uomini, di 18 e 36 anni, si era aperto il 24 ottobre. Un terzo imputato è giudicato separatamente in quanto minorenne. I fatti risalgono al 14 luglio scorso. Il ragazzo franco-svizzero e un amico uscivano da una sala da gioco di Dubai, quando un giovane che conoscevano ha loro proposto di riaccompagnarli in auto. Nella vettura si trovavano due sconosciuti. Invece di riportare i due ragazzi a casa, l'autista ha preso la strada del deserto, dove è avvenuto lo stupro. La vicenda, e la campagna mediatica condotta dalla madre della vittima, hanno causato un imbarazzo crescente tra le autorità degli Emirati, che vogliono fare del paese mediorientale un centro turistico e degli affari di importanza mondiale. ATS
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