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"Stupri e massacri: in Congo è in atto una vera catastrofe"
"Stupri e massacri: in Congo è in atto una vera catastrofe"
"Stupri e massacri: in Congo è in atto una vera catastrofe"
Redazione
8 anni fa
Il disperato appello del premio Nobel per la Pace Denis Mukwege. Il bilancio è di migliaia di donne violentate, oltre 4 milioni di sfollati e 6 milioni di morti

"La situazione in Congo è catastrofica. È in atto una spirale di violenza senza precedenti. Chiudere gli occhi davanti a questo dramma significa esserne complici". A dirlo, lanciando un drammatico appello alla Comunità internazionale, è il premio Nobel per la Pace 2018 Denis Mukwege.

Il medico che vive nell'ospedale in Congo, dove cura le donne stuprate, ha affidato il documento al docente dell' Università dell'Aquila, Francesco Barone, originario di Bussi sul Tirino (Pescara), da 21 anni impegnato in missioni umanitarie. "Ho incontrato il premio Nobel nell'ultima missione conclusa due giorni fa - dice Barone - lo stesso Mukwege mi ha incaricato di diffondere un documento che espone la drammatica situazione nella quale si trovano i cittadini del Congo". Nel documento del 4 gennaio scorso, il premio Nobel parla di centinaia di migliaia di donne stuprate, oltre 4 milioni di sfollati e 6 milioni di morti. Mukwege ha curato più di 50 mila donne nell'ospedale che ha fondato nel 1998.

Nella la Repubblica Democratica del Congo la situazione politica è particolarmente tesa e instabile: Martin Fayulu, uno dei candidati alla presidenza alle elezioni dello scorso 30 dicembre, ha fatto appello contro il risultato ufficiale delle elezioni, che aveva assegnato la vittoria al candidato Felix Tshisekedi. Sabato scorso decine di persone sostenitrici di Fayulu hanno protestato contro Kabila e Tshisekedi fuori dalla casa del loro candidato presidente nella capitale Kinshasa. L’esercito è intervenuto per disperderle. Ci sono state nei giorni scorsi anche altre manifestazioni e non solo a favore di Fayulu, ma anche organizzate da sostenitori di Tshisekedi. A Kikwit, nel sud-ovest del paese, due poliziotti e due civili sono rimasti uccisi in scontri violenti.

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