
Se sono più svegli al momento di cominciare la scuola, i bambini che hanno frequentato un asilo nido o una famiglia diurna non conservano questo vantaggio a lungo. Lo dice uno studio della Scuola intercantonale di pedagogia curativa di Zurigo (HfH), indicando come altri fattori esercitino un'influenza più marcata. La qualità di queste strutture potrebbe inoltre essere migliorata. I ricercatori, guidati da Andrea Lanfranchi, hanno preso in esame bimbi che prima della scuola erano stati accuditi in famiglia e altri che invece avevano frequentato un asilo nido o erano stati sistemati in una famiglia diurna. Sono stati in particolare interrogati i partecipanti ad un primo studio svolto quattro anni or sono, ossia 429 famiglie di Winterthur (ZH) e Locarno, nonché alcuni insegnanti. I risultati del secondo lavoro completano, e in parte contraddicono, quanto era emerso nella prima ricerca. Questa dimostrava quanto i complementi all'educazione famigliare fossero favorevoli allo sviluppo del bambino che, al momento di cominciare la scuola, possedeva capacità linguistiche, cognitive e di socializzazione migliori rispetto ai compagni rimasti in famiglia. Il nuovo studio indica invece che l'effetto positivo esercitato dall'asilo nido diminuisce col tempo, mentre altri fattori intervengono e assumono maggiore rilevanza: l'ambizione dei genitori, il loro livello di formazione e la loro nazionalità. Viene evidenziata pure l'influenza positiva sulle capacità scolastiche svolta dallo sport, dalla musica e dai gruppi giovanili. Le differenze emerse a distanza di qualche anno possono avere origini diverse, ha spiegato Lanfranchi. Da un lato negli asili nido i bambini piccoli sviluppano sicuramente interessi e capacità di socializzazione, ma la scuola tende ad attutire queste caratteristiche. D'altro canto, in alcuni casi è possibile che queste capacità esistano già prima dell'asilo nido e continuino ad esserci anche dopo, stimolate dai genitori. A questi dati vanno poi ad aggiungersi i risultati di uno studio americano, che indica come i bimbi accuditi da persone esterne alla famiglia, all'età di 40 anni guadagnino di più e siano tendenzialmente meno portati al crimine. La ricerca termina osservando l'importanza delle strutture complementari alla famiglia, mettendo tuttavia in guardia su un'eccessiva frequentazione. Per quanto riguarda la qualità delle stesse, viene lanciata l'idea di istituzioni che non solo si occupino dei bimbi, ma che apportino al contempo anche un aiuto a livello linguistico ed intellettuale. ATS
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