
Salgono a 22 i morti per il disastro ferroviario alla stazione di Viareggio avvenuto tra lunedì e martedì, una cifra ancora destinata ad aumentare. E mentre il governo italiano ha dichiarato lo stato di emergenza e ha annunciato lutto nazionale e i funerali solenni molto probabilmente martedì mattina, da domani sarà allestita la camera ardente al Palasport. Quelli per le vittime marocchine saranno celebrati in patria per volontà delle famiglie, come spiegato dal legale dell'ambasciata marocchina arrivato oggi in procura a Lucca insieme all'ambasciatore Mohammed Nabil Benabdallah che ha, tra l'altro, incontrato i familiari degli scomparsi. L'ultima vittima, morta a Pisa nel pomeriggio, si chiamava Stefania Maccioni ed era madre di tre bambini: Luca, Lorenzo e Leonardo Piagentini. Anche Luca e Lorenzo sono deceduti per l'esplosione del vagone. Il marito Marco è ricoverato in gravissime condizioni al centro grandi ustionati di Padova. Stamani poco dopo le 10 era morto un uomo di nazionalità marocchina ricoverato a Carrara. La notte scorsa, sempre a Carrara, era morta un'altra donna. Tra i feriti, almeno cinque sono in pericolo di vita. Le identificazioni ufficiali sono difficili per lo stato dei corpi, gravemente ustionati. A Roma, per "consentire alla protezione civile di fronteggiare con mezzi finanziari straordinari le conseguenze della sciagura e la ricostruzione", il consiglio dei ministri ha ha approvato lo stato di emergenza che rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2009. Il presidente Silvio Berlusconi, nell'esprimere il cordoglio più profondo, vivo e sentito e nel preannunciare funerali solenni per le vittime e la proclamazione del lutto nazionale, ha ribadito che saranno compiuti tutti gli accertamenti circa le modalità e le cause dell'incidente, auspicando che simili disgrazie non abbiano modo di ripetersi". A Viareggio, intanto, si cerca di tornare a vivere. Stamani pochi minuti prima delle 6, ha fermato alla stazione il primo treno dopo il disastro. I binari disponibili per il transito sono due su otto e una rete di protezione divide in due l'area, impedendo l'accesso al luogo dell'incidente dove sono ancora in sosta alcuni vagoni del convoglio deragliato. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

