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Strage in questura, l'accusa è di omicidio
Strage in questura, l'accusa è di omicidio
Strage in questura, l'accusa è di omicidio
Redazione
7 anni fa
Nuovi dettagli sulla sparatoria di Trieste. L'aggressore ha sottratto le pistole a entrambi i poliziotti che poi ha ucciso

Il 29enne dominicano, accusato di omicidio, che ieri ha sparato all'interno della questura di Trieste (vedi articoli correlati), ha sottratto le pistole ad entrambi i poliziotti che poi ha ucciso e non solo al primo agente che lo aveva accompagnato in bagno.

Lo si è appreso ieri sera da fonti qualificate della Polizia che stanno ricostruendo la dinamica di quanto accaduto anche se, sottolineano, non ci sono né testimoni, né riprese delle telecamere del primo conflitto a fuoco.

Quello che è certo è che l'uomo - che come il fratello non aveva precedenti e non era segnalato come soggetto pericoloso - chiede di poter andare in bagno e ad un certo punto riesce a sottrarre la pistola all'agente che lo accompagna. Come abbia fatto sarà difficile ricostruirlo: alla scena non hanno assistito testimoni e la zona non è coperta da telecamere.

Dopo aver sparato al primo poliziotto, il 29enne si incammina verso l'uscita e trova sulla sua strada il secondo agente. L'uomo spara ancora e quando il poliziotto cade in terra gli prende la pistola, strappandogli la fondina. A quel punto si avvicina l'uscita e ha un terzo conflitto a fuoco, con l'agente al corpo di guardia, che lo ferisce. L'aggressore, dicono ancora le fonti, riesce comunque ad uscire dall'edificio e qui viene bloccato dagli uomini della squadra mobile.

Uno dei poliziotti uccisi è stato raggiunto da due colpi di pistola al lato sinistro del petto e all'addome, mentre il suo collega è stato colpito 3 volte: alla clavicola sinistra, al fianco sinistro e alla schiena.

Dalla ricostruzione che sta emergendo sembra inoltre che il fratello non abbia avuto alcun ruolo nella sparatoria e, anzi, per paura si sia rifugiato nei sotterranei appena si è cominciato a sparare.

L'accusa è di omicidio

L'aggressore è accusato di omicidio plurimo e tentato omicidio nei confronti del piantone della Questura.

Secondo quanto si è appreso, gli inquirenti ritengono che sussista il pericolo di fuga e di reiterazione di reato e per questo hanno chiesto la custodia cautelare in carcere, misura che il Giudice per le inchieste preliminari (Gip) dovrà convalidare o no una volta interrogato il giovane.

Il fratello invece non è correo del 29enne, secondo quanto emerso al termine dell'interrogatorio avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri. Entrambi i fratelli, è stato ribadito, sono regolarmente in Italia con due permessi di soggiorno rilasciati per motivi familiari, uno a tempo determinato, l'altro a tempo indeterminato.

L'agenzia di stampa italiana Ansa intanto trova conferma la notizia che il 29enne soffre di disturbi psichici, e non era seguito dai servizi specifici della città.

Le fondine avevano problemi

"Ci sono stati problemi con le fondine. Al primo poliziotto è stata sfilata la pistola perché aveva una fondina vecchia, in quanto quella in dotazione gli si era rotta. Al secondo agente ucciso, la fondina sarebbe stata strappata dalla cintura". Lo riferisce il Sindacato Autonomo di Polizia (Sap), in merito all'omicidio di due poliziotti ieri nella Questura di Trieste.

"Al secondo agente - prosegue il Sap - l'arma sarebbe stata strappata quando ormai era già in terra inerte a causa delle ferite per i colpi esplosi con la prima pistola sottratta.

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