
La politica lombarda si muove ufficialmente in seguito alla tragedia di Crans-Montana, costata la vita a 41 persone. Ieri, il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato una mozione (presentata da Fratelli d'Italia e sostenuta trasversalmente) che impegna la Giunta a intraprendere passi concreti su due fronti: legale ed economico.
Parte civile nel processo svizzero
Il punto centrale della mozione riguarda la richiesta di valutare con urgenza la costituzione della Regione Lombardia come parte civile nel procedimento penale avviato dalle autorità svizzere. L'obiettivo, come spiegato dalla prima firmataria Barbara Mazzali, è garantire che le famiglie lombarde non siano lasciate sole di fronte alla complessità di un processo estero e assicurarsi che ogni responsabilità venga accertata con la massima trasparenza.
Un fondo per i sopravvissuti
Parallelamente all'iter giudiziario, la Regione intende istituire un fondo speciale destinato ai sopravvissuti e ai familiari delle vittime. Questo strumento servirà a coprire le ingenti spese mediche, fisiche e psicologiche che molti giovani e adulti stanno ancora affrontando. Pierfrancesco Majorino (PD) e Giulio Gallera (Forza Italia) hanno sottolineato l'importanza di non permettere che, col passare del tempo, queste persone vengano dimenticate dalle istituzioni.
Nessun attacco alla Svizzera
Nonostante la decisione di entrare nel processo, dai banchi del Consiglio è arrivata una precisazione diplomatica: «Non è un attacco alla Svizzera», ha dichiarato Maira Cacucci (FdI). L'intento è piuttosto quello di collaborare con le autorità elvetiche per fare piena luce sui fatti, offrendo supporto istituzionale in una situazione definita drammatica.

