
La Svizzera non intende più sostenere, fino a nuovo avviso, programmi umanitari in Libia. La decisione è stata presa "a causa dell'attuale situazione e nonostante le gravi difficoltà degli emigranti subsahariani in transito sul territorio libico".Nel 2007, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha inviato in Libia contributi per 361'400 franchi. L'importo è sceso a 154'100 franchi nel 2008, per raggiungere i 4'600 franchi quest'anno. Lo ha precisato stamani il DFAE nella risposta scritta a una domanda del consigliere nazionale Lukas Reimann (UDC/SG), posta ieri nell'ambito dell'"ora delle domande", ma alla quale non si è risposto oralmente per mancanza di tempo.Tutti questi contributi sono stati versati all'Alto commissariato per i rifugiati dell'ONU (UNHCR) per sostenere la sua attività in favore dei migranti detenuti o dei rifugiati. La Confederazione ha inoltre messo a disposizione dell'organizzazione delle Nazioni Unite in Libia, nel 2007 e nel 2008, un membro del Corpo svizzero d'aiuto umanitario, in qualità di "protection officer".Il DFAE ha dovuto rispondere a tutta una serie di domande concernenti la Libia poste dall'UDC. L'Ufficio del Nazionale ha infatti respinto l'idea di tenere un dibattito urgente, in questa sessione, sulla vicenda Gheddafi.Il DFAE non ha detto se è stata esaminata l'eventualità di impiegare la truppa speciale AAD10 per rimpatriare i due cittadini elvetici trattenuti in Libia. "In linea di principio - si apprende dalla risposta scritta - il Consiglio federale non si pronuncia sull'eventuale utilizzo di un distaccamento militare".Inoltre, alla vigilia dell'arresto a Ginevra di Hannibal Gheddafi e della moglie, i servizi di Micheline Calmy-Rey hanno effettivamente ricevuto una richiesta delle autorità ginevrino concernente lo statuto giuridico dei due cittadini libici. Presa di posizione di Berna: "queste due persone non godono di statuto diplomatico in Svizzera e sono sottoposti al diritto ordinario"."Tenuto conto delle ripercussioni politiche che questa azione inevitabilmente avrà sulle relazioni bilaterali - afferma la nota pubblicata dal DFAE - vi invitiamo a voler istruire gli agenti di polizia affinché prendano tutte le precauzioni del caso al momento d'intervenire".ATS
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