
La protesta si allarga e gli incidenti si moltiplicano. Stoccolma è ancora sotto shock. Per la terza notte consecutiva le periferie della capitale svedese sono state al centro di nuovi scontri tra polizia e giovani, con diverse automobili date alle fiamme e nuovi arresti. Una situazione che ha portato il premier Fredrik Reinfeldt a denunciare dei veri e propri "atti di vandalismo", in un Paese che è riuscito a limitare gli effetti devastanti della crisi finanziaria, ma che non è stato capace di frenare la disoccupazione giovanile e soprattutto il risentimento degli immigrati richiedenti asilo. Ad accendere la miccia delle proteste, che nelle ultime 24 ore si sono allargate a macchia d'olio in nove banlieue della capitale, è stata l'uccisione la scorsa settimana, con tutta probabilità ad opera delle forze dell'ordine, di un anziano che stava minacciando alcuni agenti con un machete. L'episodio è avvenuto nel povero quartiere di Husby, una zona ad alto tasso di immigrazione, abitata in prevalenza da turchi e somali, ma sostanzialmente tranquilla. Complessivamente sono state arrestate almeno otto persone, mentre sarebbero un centinaio - stando a quanto scrive la Bbc online che cita i media locali - le vetture date alle fiamme. ATS
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