
Il presidente americano Donald Trump ha annunciato nella notte che gli Stati Uniti, insieme a Francia e Gran Bretagna, hanno lanciato una serie di bombardamenti in Siria, con l'obiettivo di distruggere le capacità di lanciare armi chimiche del regime siriano. In diretta televisiva, Trump ha aggiunto che "andremo avanti il tempo necessario per distruggere la loro capacità".
Parallelamente, la premier Theresa May ha dichiarato che "non c'erano alternative all'uso della forza". Pochi minuti più tardi, la tv siriana ha confermato che gli attacchi erano in corso e che le esplosioni si sono sentite anche nei dintorni della capitale.
"Gli obiettivi presi di mira sono tutti collegati al programma di armi chimiche dell'esercito siriano", ha affermato un'ora più tardi il Segretario alla Difesa USA James Mattis. In particolare un centro di ricerca scientifica nella capitale, un sito di stoccaggio per precursori di armi chimiche a Ovest di Homs e un posto di comando situato nei pressi del secondo obiettivo.
L'attacco non ha l'obiettivo di rovesciare il regime di Bashar al Assad. "Il destino di Assad dipenderà dalla sua gente", ha commentato Trump. "Si tratta di un attacco limitato e mirato che non vuole far aumentare le tensioni nella regione e che fa il possibile per scongiurare la morte di civili" ha aggiunto la premier britannica. "È un messaggio chiaro a chiunque altro pensi di poter usare armi chimiche con impunità".
"Sabato 7 aprile, a Douma, decine di uomini, donne e bambini sono stati massacrati con le armi chimiche. I limiti sono stati superati. Ho quindi ordinato alle forze armate francesi di intervenire", ha scritto su Twitter Emmanuel Macron.
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