
Un attentato per molti versi analogo a quello dell'11 settembre alle Torri Gemelle di New York è stato sventato a Dubai dai servizi di sicurezza degli Emirati Arabi Uniti (EAU). Lo sostengono due importanti quotidiani israeliani, mentre i responsabili degli EAU mantengono un totale riserbo sulla vicenda. Obiettivo dell'attentato era la Torre di Dubai (Burj Dubai), ossia un grattacielo ultra-moderno da 160 piani, alto 800 metri, concepito per essere l'edificio più elevato del mondo. La sua inaugurazione dovrebbe avvenire entro la fine dell'anno. Ma qualcuno, dietro le quinte, voleva che il simbolo della floridezza economica degli Emirati dovesse rovinare a terra. Secondo il quotidiano Yediot Ahronot ignoti attentatori progettavano di centrarlo con un aereo che doveva decollare da un aeroporto relativamente vicino: forse dall'Iran. Le indagini dei servizi segreti locali hanno avuto una svolta drammatica nel luglio scorso quando nella località di di Ras al-Khaimah sono state arrestate otto persone. Tre erano cittadini degli emirati, i rimanenti palestinesi e siriani. Successivamente sono state trovate in loro possesso grandi quantità di esplosivo, corpetti per kamikaze, armi automatiche. Sulla origine di queste forniture i sospetti principali, secondo il quotidiano Maariv, si sono presto addensati sui Guardiani della Rivoluzione iraniani. Mentre gli Emirati sono considerati schierati con la politica pragmatica di paesi arabi filo-occidentali, a Ras al-Khaimah (una località vicina allo stretto di Hormuz) si avverte secondo il giornale una maggiore influenza dell'Iran. Tuttavia gli investigatori non hanno perso di vista altre possibili piste: una in particolare riguarderebbe al-Qaida, un'altra punterebbe la sua attenzione sui gruppi estremisti wahabiti in Arabia Saudita. In queste settimane, aggiunge Yediot Ahronot, i servizi di sicurezza locali hanno lavorato a ritmo serrato. A quanto risulta sono stati compiuti altri 45 arresti e una parte dei detenuti sarebbe stata trasferita ad Abu Dhabi, per essere interrogata. Fra gli arrestati, molti sarebbero libanesi e palestinesi, questi ultimi in possesso di documenti di svariati Paesi. Finora dai dirigenti degli Emirati non è trapelata alcuna informazione su questi eventi. La stampa israeliana ipotizza che essi temano contraccolpi regionali, in particolare sulle loro delicate relazioni con i vicini iraniani. ATS
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