
Altri 2.600 civili hanno abbandonato nelle ultime ore la 'zona di sicurezza' nel nord-est dello Sri Lanka dove quello che resta dell'Esercito di liberazione delle Tigri Tamil (Ltte) cerca di resistere all'offensiva dell'esercito cingalese. Secondo il sito Tamilnet, vicino alla guerriglia, l'aviazione militare cingalese ha intensificato oggi gli attacchi nella zona di sicurezza realizzando quattro incursioni in mattinata e 12 nel pomeriggio, "mettendo a repentaglio la vita di decine di migliaia di persone che si trovano al suo interno". Con gli ultimi arrivi nelle tendopoli approntate dal governo e dalle organizzazioni umanitarie, la cifra dei profughi che sono riusciti ad andarsene dalla zona del conflitto in aprile ha raggiunto quota 109.320. Fonti dell'esercito continuano intanto a mantenere una forte pressione sulle tigri Tamil ed il sito filo-governativo Lankaweb propone una mappa del lembo di terra sulla costa orientale di una decina di kmq, la "no fire zone", accerchiato per mare e per terra, con un significativo titolo: "Prima dell'1 maggio il 'gran finale' per il Ltte?". Infine il ministero della Difesa ha reso noto che un gruppo di 21 religiosi - tre sacerdoti, 14 suore e quattro seminariste - ha lasciato Puthumattalan controllata dalla guerriglia ed ha raggiunto le truppe a Mulliyawalai. ATS
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