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Sri Lanka: ribelli tamil, cessiamo di combattere
Redazione
17 anni fa

Le Tigri Tamil hanno annunciato che hanno smesso di combattere per evitare che il loro popolo sia sterminato. L'annuncio di fatto pone fine al conflitto fra l'esercito governativo e i ribelli separatisti che avrebbero perso anche il loro leader, Velupillai Prabhakaran: alcuni lo danno per morto anche se mancano conferme ufficiali. La resa è stata comunicata da Selvarasa Pathmanathan, il capo del servizio diplomatico internazionale dell'esercito di Liberazione delle Tigri Tamil, in un comunicato urgente diffuso dal sito Tamilnet: accusando la comunità internazionale di non agire, l'esponente ha dichiarato che i ribelli hanno messo "a tacere le nostre armi per salvare il nostro popolo". Secondo Pathmanathan, la comunità internazionale, non prendendo posizione, ha favorito i bombardamenti dell'esercito che avrebbero ucciso, nelle ultime 24 ore, 3'000 civili "che giacciono morti sulle strade mentre 25'000 sono feriti gravemente" e "senza aiuti medici". Stamattina è ritornato in Sri Lanka anche il presidente Mahinda Rajapaksa che terrà un discorso alla nazione in cui dovrebbe annunciare la morte o la cattura dei leader Tamil e la fine della guerra ultra trentennale. I ribelli sono oramai rinchiusi in un piccolo lembo di terra, circondati dall'esercito, che avrebbe ucciso stamattina una settantina di ribelli "mentre scappavanò accusano gli stessi Tamil ("nei combattimenti", risponde l'esercito). Informazioni non confermate già ieri parlavano di una cattura della primula rossa e fondatore dell'Ltte: secondo altre fonti Prabhakaran sarebbe invece morto nei combattimenti. ATS

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