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Estero
Sri Lanka: Onu; uccisi 100 bambini, è bagno di sangue
Redazione
17 anni fa

Le Nazioni Unite hanno accusato il governo dello Sri Lanka di aver operato un "bagno di sangue" con l'uccisione di oltre mille civili, tra i quali almeno 100 bambini, causata da bombardamenti nelle aree di sicurezza. E Colombo non sta a guardare, accusando i ribelli Tamil di propaganda e protestando con l'ufficio Onu di Colombo per dichiarazioni "altamente offensive". Gordon Weiss, portavoce dell'ufficio delle Nazioni Unite nella capitale dello Sri Lanka, aveva definito oggi un 'bagno di sangue' l'uccisione di civili nell'ultimo fine settimana. "Le Nazioni Unite - ha detto alla stampa Weiss - hanno continuamente avvertito le autorità di uno scenario da bagno di sangue, dal momento che il numero delle vittime civili è aumentato negli ultimi mesi, con l'acuirsi dei combattimenti. Il grande numero di civili uccisi nello scorso fine settimana, tra cui oltre 100 bambini, dimostra - ha concluso Weiss - che il bagno di sangue é diventato realtà". E anche il governo degli Stati Uniti ha espresso preoccupazione per il il numero "inaccettabilmente alto" di vittime civili nel conflitto. Le dichiarazioni di Weiss sono state condannate dal governo di Colombo. In una conferenza stampa, il sottosegretario agli esteri Palitha Kohona, ha annunciato che il suo governo si é sentito "offeso" dalle dichiarazioni di Weiss e ha presentato formale protesta all'Onu dove, tra l'altro, è stata convocata una riunione del consiglio di sicurezza per discutere della situazione cingalese. Kohona, che ha detto di aver telefonato personalmente a Weiss, ha dichiarato ai giornalisti che l'Onu "non ha il compito di fare dichiarazioni che imbarazzino il governo", accusando le Nazioni Unite di Colombo di credere alla propaganda antigovernativa dei ribelli Tamil che, dal loro sito, continuano ad accusare il governo di Colombo dell'uccisione dei civili che secondo il governo, invece, sono uccisi dalle Tigri o vengono da queste usati come scudi umani. Ed è battaglia anche sul numero delle vittime. Secondo il sito dei ribelli, negli ultimi due giorni il governo avrebbe ucciso quasi 2000 civili, tra i quali 150 bambini. Il governo parla di 300 vittime causate dai ribelli, mentre V. Shanmugarajah, un medico che lavora nelle zone di guerra, pagato dal governo ma difeso dai ribelli Tamil, ha detto che i corpi di 440 persone sono stati portati negli ospedali da campo, mentre ce ne sarebbero molti di più per strada uccisi dalle bombe, facendo un bilancio totale di un migliaio di vittime; 1400 sarebbero i feriti. I giornali cingalesi, quasi tutti vicini alle posizioni del governo, e fonti ufficiali dell'esercito di Colombo, oltre a respingere le accuse hanno anche parlato di di aver portato in salvo, nelle ultime 48 ore, almeno mille civili, e di aver liberato una ventina di bambini soldato costretti dalle Tigri ad impugnare le armi. Proprio alcuni di questi bambini soldati, in un comunicato diramato dall'esercito cingalese, hanno dichiarato che le Tigri avrebbero dato loro incarico di uccidere chiunque "anche i nostri genitori" se avessero tentato di andare con le truppe dell'esercito, lasciando i leader dell'LTTE senza protezione. Altri ragazzi passati dalle Tigri alle fila dell'esercito, hanno parlato di "bagno di sangue" dei ribelli nei confronti di civili, e l'esercito ha mostrato le trascrizioni di intercettazioni dalle zone di guerra nelle quali i Tamil ordinando l'uccisione dei civili. Con il conflitto che entra nella fase finale, cresce anche la preoccupazione per i civili intrappolati nelle zone di guerra, un'area di circa 7 chilometri quadrati. Secondo fonti dell'ONU i civili intrappolati sarebbero ancora 50.000, mentre i ribelli rimasti vivi sarebbero tra i 200 e i 500. Nei campi profughi sarebbero già ospitati oltre 200.000 civili scappati dalle zone di guerra, mentre sarebbero, secondo stime Onu, almeno 6.500 i civili morti e 14.000 quelli feriti dalla fine di gennaio a metà aprile. ATS

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