
Una forte esplosione ha interessato ieri sera l'area nella Zona di Sicurezza (Sri Lanka nord-occidentale) dove si nascondono i leader dell'Esercito di liberazione delle Tigri Tamil (Ltte) e "5'000 civili che vi si trovavano sono riusciti a fuggire". Lo riferisce oggi l'esercito cingalese. Da mesi le forze armate dello Sri Lanka hanno circondato le posizioni delle Tigri Tamil che da quasi 30 anni lottano per uno stato indipendente, mentre ieri il presidente della repubblica Mahinda Rajapaksa, in visita in Giordania, ha assicurato che "da qui a 48 ore migliaia di civili saranno liberati dalle grinfie delle Tigri Tamil". Nel comunicato militare, citato dal sito online Lankaweb, si segnala che "una potente esplosione è stata segnalata nella 'zona di sicurezza' civile dove attualmente si nascondono i leader dell'Ltte". "I soldati - si dice ancora - hanno udito intorno alle 18.30 l'esplosione e dopo hanno osservato una densa colonna di fumo nero levarsi per 200 metri nel cielo. Dopo lo scoppio tutte le comunicazioni radio fra le unità dell'Ltte sono state sospese". Per quanto riguarda poi la fuga dei 5'000 civili, il comunicato conclude sostenendo che essa è stata possibile dopo che l'esercito è riuscito ad aprire alcuni stretti passaggi nella piccola fascia di terra ancora occupata dalla guerriglia. I ribelli tamil sono assediati dall'esercito in una striscia di costa di 4 chilometri quadrati, dove si concentrano 50'000 civili secondo l'Onu, 20'000 secondo le autorità cingalesi. ATS
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