
L'Organizzazione internazionale per la proibizione delle armi chimiche (Opac) conferma l'identificazione fatta dagli investigatori britannici. È un agente nervino quello utilizzato il 4 marzo a Salisbury per intossicare l'ex spia doppiogiochista russa Serghei Skripal e sua figlia Yulia. Lo si legge in una nota diffusa sulla base del lavoro di un team di ispettori. "I risultati della analisi dei laboratori designati dall'Opac per esaminare i campioni biomedici e ambientali inviati dal team - vi si legge - confermano le conclusioni del Regno Unito relative all'identità delle tossine chimiche che sono state usate a Salisbury e hanno gravemente ferito tre persone" (oltre a Serghei e Yulia Skripal, l'agente di polizia Nick Bailey intervenuto fra i primi in loro soccorso). Le tracce esaminate hanno pure permesso di verificare "un alto livello di purezza" della sostanza chimica e "l'assenza quasi completa d'impurità". Malgrado la nota non contenga un riferimento esplicito al Novichok, né alcuna accusa alla Russia, il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson lo ha accolto via Twitter come una conferma del fatto che "non ci possono essere dubbi" sull'asserita responsabilità di Mosca.
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