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Spia russa: media, nervino nella valigia della figlia
Redazione
8 anni fa

L'agente nervino che ha ridotto in fin di vita l'ex spia russa Serghei Skripal e sua figlia sarebbe stato messo proprio nella valigia della ragazza, prima ancora che partisse da Mosca. È la conclusione alla quale sarebbero giunti gli investigatori, secondo il Telegraph, che cita fonti di intelligence di alto livello. Si indaga ora sulla possibilità che sia stato impregnato con la sostanza velenosa un abito nella valigia o addirittura un regalo che è stato poi aperto nella casa a Salisbury, il che indica che la donna era stata presa di mira per arrivare al padre. Dalle indiscrezioni del Telegraph non si capisce peraltro se la potenziale versione della valigia si basi su qualche traccia concreta già rinvenuta. O se invece sia stata messa sul tavolo per esclusione, dopo il mancato ritrovamento di tracce dell'arrivo in Gran Bretagna di quella "squadra di esecutori al servizio del Cremlino" che - nelle parole del giornale conservatore - gli investigatori pare immaginassero di trovare. Il Telegraph scrive in effetti che l'intelligence starebbe al momento "lavorando sulla teoria" di una possibile contaminazione di "vestiti, cosmetici" o di un qualche oggetto "regalo" che Yulia Skripal, 33 anni, aveva portato con sé da Mosca, dove era tornata a vivere da qualche anno dopo un periodo trascorso con i genitori in Inghilterra. Si sa che la donna era giunta a Salisbury pochi giorni prima dell'avvelenamento, per fare visita al padre Serghei, 66 anni, ex colonnello dell'intelligence militare russa (Gru) vendutosi negli anni '90 all'MI6 britannico, poi condannato in patria, graziato nel 2010 e infine riparato transfuga nel Regno.

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