
Procede in modo regolare l'ultimo volo dell'uomo verso Hubble, il più importante telescopio che gli scienziati abbiano mai messo in orbita. I sette astronauti partiti ieri da Cape Canaveral raggiungeranno il telescopio domani e, come da programma, cominceranno subito ad impostare i loro interventi di riparazione e di manutenzione, per permettere che il telescopio abbia almeno altri cinque anni di vita, se non di più. Per gli astronauti a bordo della navetta Atlantis quella di oggi può essere considerata un giornata di trasferimento. Dal momento del lancio, avvenuto ieri alle 20 svizzere, Atlantis arriverà solo mercoledì a posizionarsi all'altezza del telescopio sull'orbita di Hubble, a 563 chilometri di altezza sulla superficie terrestre. Si tratta di un'orbita più alta di quella della Stazione Spaziale Internazionale, meta ormai abituale dei voli degli shuttle, e secondo gli scienziati più pericolosa perché più affollata di detriti spaziali e di micro meteoriti. Anche per questo la giornata di oggi è servita agli astronauti ad ispezionare minuziosamente la copertura della navetta, per verificare nel dettaglio che nella fase di lancio non siano stati riportati danni di alcun tipo. Secondo quanto riferito dai tecnici della Nasa i controlli hanno finora dato esito negativo: la copertura, osservata tramite apposite telecamere, appare perfettamente regolare, sono state notate solo quattro piccole anomalie, ma nessun segno chiaro di danni. Tuttavia i controlli proseguono intesi, come da programma. La Nasa vuole essere assolutamente certa che la copertura sia integra, perché fu proprio da una piccola lesione di quel tipo (il cedimento di una piastrella termica) che nel 2003 si consumò l'incidente del Columbia, costato la vita ai sette astronauti a bordo. ATS
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