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Stati Uniti
Sparatoria in un bar in Texax, aggressore forse motivato dall'attacco all'Iran
© KEYSTONE
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Ats
2 ore fa
L'uomo, cittadino americano naturalizzato dal Senegal, è stato ucciso dagli agenti di polizia intervenuti sul posto – Nell'auto usata da Ndiaga Diagne c'erano un Corano e «abiti islamici»

Allarme terrorismo negli Stati Uniti. Un uomo con indosso una felpa «Property of Allah» e sotto una maglietta con riferimenti alla bandiera dell'Iran ha aperto il fuoco alla chiusura di un popolare bar di Austin, in Texas, causando due morti e 14 feriti. L'aggressore, cittadino americano naturalizzato dal Senegal, è stato ucciso dagli agenti di polizia intervenuti sul posto.

L'incidente da subito aveva sollevato dubbi sulle motivazioni dell'aggressore considerata la sua felpa e la decisione di agire dopo che gli Stati Uniti avevano sferrato l'attacco all'Iran. Le indagini condotte dalle autorità, inclusa l'Fbi, hanno rivelato che nell'auto usata da Ndiaga Diagne c'era un Corano e «abiti islamici». L'uomo, secondo indiscrezioni, aveva espresso online idee «pro-regime» di Teheran. Dell'incidente è stato informato Donald Trump.

L'allarme al popolare bar di Austin è scattato alla chiusura del locale, quando decine di persone stavano uscendo. Diagne era passato più volte a bordo della sua vettura davanti al bar prima entrare in azione. Ha aperto il fuoco mentre era ancora a bordo. Tre agenti di polizia in pattugliamento nelle vicinanze hanno risposto alle chiamate di emergenza in pochi minuti. Arrivati sul posto hanno neutralizzato l'aggressore che nel frattempo era sceso dalla vettura e stava continuando a sparare. Due vittime sono morte sul posto, i feriti sono invece stati trasportati in ospedale.

Con un lungo elenco di precedenti penali, Diagne era conosciuto alla polizia di New York, dove inizialmente risiedeva, e quella del Texas. Il suo passato è ora al setaccio delle autorità e dell'Fbi che, in seguito all'attacco all'Iran, ha alzato per tutti gli Stati Uniti l'allerta terrorismo. Gli agenti dell'agenzia stanno monitorando le attività dei gruppi pro-Iran sui social e contatti sono in corso con il Dipartimento della Sicurezza Nazionale per assicurare che ci sia il massimo coordinamento nel monitoraggio di qualsiasi minaccia. Il timore è che l'Iran possa ricorrere ad 'agenti dormienti' negli Usa per attacchi, o affidarsi ai suoi proxy per colpire obiettivi americani nel mondo.