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Sparatoria di Macerata, il colpevole in isolamento
Sparatoria di Macerata, il colpevole in isolamento
Sparatoria di Macerata, il colpevole in isolamento
Redazione
9 anni fa
Traini è accusato di strage aggravata dal razzismo. A casa aveva una copia di "Mein Kampf". Macerata sotto choc

Strage aggravata dal razzismo. È questa l’accusa formulata dalla procura di Macerata nei confronti di Luca Traini, il 28enne che ieri ha ferito a colpi di pistola sei stranieri nella città marchigiana. All’uomo è stato anche contestato il porto abusivo di armi: aveva un permesso per detenere la pistola solo per uso sportivo.

L’uomo è stato nel frattempo trasferito nel penitenziario di Montacuto, ad Ancona. Lo stesso carcere in cui è rinchiuso Innocent Segnale, il 29enne nigeriano accusato dell’omicidio di Pamela. Sarebbe stata proprio la morte della ragazza a scatenare la rabbia di Traini. 

"Ero in auto, stavo andando in palestra. Ho acceso la radio e ho sentito per l'ennesima volta la storia di Pamela” avrebbe raccontato il 28enne ai carabinieri. “Ho sentito come un impulso irrefrenabile e ho deciso di agire: sono tornato indietro a casa, ho aperto la cassaforte e ho preso la pistola. Poi sono uscito per ucciderli tutti".

Prima però si è lasciato alle spalle l'armamentario nazista: oltre al libro di Adolf Hitler, i carabinieri hanno trovato a casa della madre un testo sulla storia della Repubblica sociale italiana, un manifesto della Gioventù fascista, una bandiera nera con la croce celtica. Sequestrati anche i computer dell’uomo.

"È lucido e determinato - dicono gli investigatori - non ha fatto passi indietro, non ha cambiato versione, non si è pentito neanche per un istante".

Gli investigatori hanno inoltre accertato definitivamente che non vi era alcun legame tra i feriti e Traini. Erano persone scelte a caso che avrebbero potuto essere molte di più: nell'auto dell'uomo, infatti, sono stati trovati molti altri proiettili che non sono stati utilizzati.

Macerata sotto choc

Nel frattempo Macerata, che è sempre stata una città tranquilla, si è risvegliata sotto choc dopo il raid xenofobo. 

La gente oggi è uscita per le solite attività, ma tutti si guardavano le spalle: "C'era un disagio serpeggiante prima e la tragica morte di Pamela è stata una miccia che ha fatto esplodere una bomba - ha ammesso il sindaco Romano Carancini -. La causa? Troppi migranti escono dai sistemi di protezione Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) e Cas, centri di prima accoglienza, e diventano battitori liberi per le vie e le piazze, mantenendosi con lo spaccio di droga". Ora l'impressione è che nulla sarà più come prima, per Macerata e forse l'Italia. Oggi il ministro italiano Maurizio Martina, vice segretario del Pd, ha visitato la sede del partito, raggiunta da un proiettile sparato ad altezza d'uomo. "Non è il momento delle speculazioni - ha detto - ma della responsabilità". Ma Macerata è anche una città che cerca di rialzare la testa e guardare avanti: "Domani presenteremo al Ministero il dossier per il titolo di capitale italiana della cultura 2020", annuncia Carancini.

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