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Spagna, Sánchez non convince gli alleati: « Il Marocco dia spiegazioni»
© REDUAN
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Ats
5 ore fa
Voci critiche nei confronti del premier spagnolo si sono levate da vari schieramenti politici, da Sumar al Partito nazionalista basco

«La politica di conciliazione nei confronti del Marocco è fallita. Il Marocco deve dare spiegazioni». È quanto ha sostenuto nel dibattito al Congresso spagnolo sulla gestione della crisi di Ceuta Ana Vidal, la portavoce di Sumar, alleato del Partito socialista nel governo progressista, nel rivendicare la richiesta di «spiegazioni a Rabat» e denunciare un sistema di esternalizzazione dei controlli sull'immigrazione, in cui «le persone diventano merce di scambio». Più dura la posizione della forza indipendentista Junts per Catalunya, la cui portavoce Miriam Nogueras ha accusato il premier di cattiva gestione e ha nuovamente chiesto il trasferimento alla Catalogna delle competenze sull'immigrazione: «La Catalogna non può accogliere più persone», ha detto Nogueras, ribadendo la richiesta del partito di Puidgemont di poter controllare ingressi ed espulsioni nella regione.

Il Partito nazionalista basco (PNV), che sostiene l'esecutivo progressista, pur sottolineando che «la migrazione è necessaria e inevitabile», attraverso la portavoce Maribel Vaquero ha avvisato che la gestione dei flussi deve essere fatta «in maniera ordinata». Vaquero ha criticato «la risposta di alcuni Paesi europei» alla crisi di Ceuta, che «è stata incomprensibile», e ha rivendicato a sua volta «il nostro diritto a gestire la politica migratoria» nei Paesi Baschi. «Il Marocco è una dittatura e il suo popolo è una vittima del re Mohammed VI», ha dichiarato nel suo intervento la leader di Podemos, Ione Belarra, che ha esortato Sánchez a «rompere le relazioni diplomatiche e commerciali» con Rabat, fino a quando «non diventi una democrazia che rispetta i diritti umani».