
Circa un centinaio di rappresentanti della comunità rumena in Spagna hanno inviato una lettera al ministro del lavoro, Jesus Caldera, chiedendo la fine della moratoria che ritarda l'entrata sul mercato del lavoro di rumeni e bulgari, approvata un anno fa dal governo spagnolo. La moratoria fu decisa per porre un'argine alla paventata invasione di cittadini dell'est europeo sul suolo spagnolo dopo l'entrata nella Ue dei due paesi, il primo gennaio del 2007. "La moratoria colpisce negativamente più di 300.000 lavoratori, che sono costretti a vivere in una condizione di clandestinità e senza nessuna tutela sociale e assistenziale" ha dichiarato ai media spagnoli Daniel Tecu, presidente dell'associazione per lo sviluppo culturale dei rumeni in Spagna. In Spagna, secondo le stime demografiche, risiedono più di 500.000 rumeni, il secondo gruppo etnico per dimensioni, anche se le associazioni ritengono che vi siano almeno un 40% in più di loro connazionali in condizioni di semi-clandestinità che lavorano in nero per le migliaia di piccole e medie imprese spagnole. ATS
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