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Estero
Spagna: rilasciato il macchinista
Redazione
13 anni fa
Oggi i funerali delle vittime dell'incidente di Santiago. Intanto il macchinista, accusato di 79 omicidi, è a piede libero

Francisco José Garzon Amo, il macchinista del treno deragliato a Santiago de Compostela è accusato di 79 omicidi "per imprudenza" ed è a piede libero: lo ha deciso il giudice istruttore Luis Alaez che gli ha ritirato il passaporto e gli ha imposto l'obbligo di firma ogni settimana oltre a decretare l'interdizione dalla guida. Garzon, arrivato ieri alle 18.20 nel Palazzo di Giustizia della città galiziana, non era sfuggito ai fotografi nonostante il furgone della polizia sul quale si trovava fosse passato per il garage, proprio per evitare le decine di cronisti che lo stavano aspettando da ore. Garzon, 52 anni, accusato di 79 omicidi "per imprudenza" per la morte di altrettanti passeggeri del convoglio (l'ultima vittima, Myrta Fariza, una portoricana, è morta ieri all'ospedale universitario del capoluogo della Galizia), era giunto al Palazzo di Giustizia di Santiago poco più di un'ora prima che scadesse il suo fermo di 72 ore. Montano intanto le polemiche sui soccorsi, secondo alcuni troppo tardivi e mal coordinati. Ma alle accuse il presidente della Giunta galiziana, Alberto Nunez Feijoo, replica difendendo l'efficienza degli interventi, visto il contesto particolarmente difficile. "Nonostante la situazione gravissima - ha spiegato Feijoo, del Partito Popolare al governo a Madrid - i soccorsi sono stati tempestivi, come è stato riconosciuto anche dalle autorità nazionali". La curva "A Gradeira", quella affrontata a circa 190 chilometri orari dal treno della morte, attraversa la minuscola frazione di Angrois, a quattro chilometri da Santiago. Si trova in un tratto scosceso e ha strade piccole e anguste; l'intera curva ai lati ha barriere di cristallo alte circa cinque metri per attutire i rumori del passaggio del treno. I soccorritori, primi tra tutti gli abitanti della frazione, hanno dovuto aggirarle per raggiungere i feriti. Ma molte cose, come ha scritto ieri El Pais, non hanno funzionato come avrebbero dovuto. Si sono attese ben due ore prima di decretare lo stato di 'allerta 2', quello più elevato. Il camion per il coordinamento delle operazioni è arrivato con un'ora e tre quarti di ritardo e per oltre un'ora e mezzo il responsabile del coordinamento delle operazioni di soccorso ha avuto a sua disposizione soltanto un telefono cellulare. Inoltre, due elicotteri non sono potuti atterrare a causa della mancanza di visibilità in quanto non erano stati ancora predisposti i gruppi elettrogeni. La replica del presidente galiziano è stata secca: "La prima ambulanza - ha fatto notare Feijoo - era sul posto dopo appena otto minuti ed in tre ore siamo riusciti a soccorrere e portare in ospedale 178 feriti, e in 72 ore sono state fatte ben 78 autopsie". Questa sera alle 19.00, nella Cattedrale barocca di Santiago, si svolgeranno i funerali solenni delle vittime, alla presenza del premier Mariano Rajoy. ATS

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