
Alcune migliaia di medici, oltre a dipendenti del settore sanitario e normali cittadini hanno sfilato oggi per il centro di Madrid contro l'approvazione della legge di bilancio regionale che prevede, tra l'altro, la privatizzazione di sei ospedali e di 27 dei 270 centri sanitari della regione. Partito da Plaza de Neptuno, accanto al Parlamento, il lungo corteo ha raggiunto Puerta del Sol dove è stato osservato un minuto di silenzio per ricordare "la morte della sanità pubblica". I sindacati, che hanno annunciato ricorso contro la legge e ne chiedono la revoca, denunciano il rischio della perdita di almeno 8.000 posti di lavoro e la consegna ai privati di strutture e servizi sanitari finanziati dal settore pubblico. Il Governo della Comunitad ritiene che la riforma sia indispensabile per contenere il bilancio e che non vi saranno pericoli per l'occupazione. La manovra del governo regionale, guidato da Ignacio Gonzalez (Pp), prevede, per il settore sanitario, il taglio del 7,7 per cento della spesa sostenuta nel 2012, pari a circa 1,4 miliardi (il 45% del totale del bilancio di previsione); la privatizzazione totale del 10% degli ambulatori delle Asl e di sei ospedali della regione e il pagamento di un ticket di un euro per ogni ricetta. Attualmente sono aziende pubbliche di gestione mista: l'attività non sanitaria dipende da compagnie che incassano un canone annuale dal governo regionale, mentre il personale sanitario dipende dalla pubblica amministrazione. ATS
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