
La discoteca Teatre, una di quelle devastate dall'incendio all'alba di domenica a Murcia, superò un controllo sanitario disposto dal Comune nel marzo del 2023, nonostante ormai da mesi non disponesse più di una licenza comunale e avesse già ricevuto l'ordine di chiusura delle stesse autorità cittadine. Lo rende noto l'agenzia Efe, che è entrata in possesso del rapporto dell'ispezione. In più, da come si legge nel documento, quella non fu l'unica visita, ma ce ne fu un'altra il mese prima: "Sono state sanate tutte le carenze rilevate nella precedente visita ispettiva del 9 febbraio 2023. I locali - si legge nel rapporto dell'ufficio d'igiene murciano - rispondono alle condizioni igienico-sanitarie e si procede alla loro iscrizione nell'Anagrafe sanitaria autonoma degli esercizi commerciali al dettaglio alimentari". Inoltre, a rendere tutto ancora più paradossale, sempre la Efe riferisce che quel rapporto sull'igiene del locale venne presentato allo stesso Comune il mese successivo. Un particolare che rende ancora più grave l'accusa da parte di molti media contro il Comune di Murcia per evidenti gravissime mancanze nella fase di verifica dell'osservanza dell'ordinanza di chiusura.
Aperto un procedimento penale
Intanto, il tribunale di Murcia ha aperto un procedimento penale per indagare su 13 omicidi colposi in seguito all'incendio scoppiato all'alba di domenica nei tre locali notturni della zona di Atalayas della città. Finora sono solo cinque i cadaveri identificati dei tredici estratti dalle macerie. Per dare un nome alle altre vittime servirà il test del Dna: i parenti stanno consegnando alla polizia forense alcuni oggetti personali dei loro cari, come rasoi, spazzolini da denti, pettini.

